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Il PD guarda a sinistra e Rutelli pensa di andar via

1 30 settembre 2009 | Politica | Permalink
Intanto Penati (coordinatore mozione Bersani) dice che Franceschini non è più segretario perché non ha la maggioranza del 2/3

rutelliIn verità, Rutelli proprio non lo capisco. A sentir lui, il PD sta virando a sinistra. Ma non c’era già a sinistra? Non mi vorrà far credere che quando il partito è nato dalle ceneri dei DS e della Margherita aveva dichiarato la propria vocazione centrista. In verità, se proprio dobbiamo essere sinceri, il PD è (sempre stato) un partito di sinistra con qualche spennellata di centro, e Rutelli questo già lo sapeva.
La quaestio è un’altra. L’On. Francesco è fuori dai giochi del partito, e non da ora, ma da un po’.  Tralasciando l’outsider Marino, la lotta per la segreteria è oggi tra Bersani e Franceschini, e forse non più nemmeno fra loro. L’attuale segretario pro tempore ha già avuto un avviso di sfratto da parte di Filippo Penati (coordinatore della mozione Bersani), il quale gli ha detto papale papale che non è più il segretario: “Franceschini di fatto non è più il segretario perché non ha ottenuto il consenso da parte di due terzi del partito che sta gestendo“. Pertanto è necessaria una gestione collegiale (che in verità già c’è). Come a dire: siccome è quasi probabile che non la spunterai, fatti già ora da parte. perché non sei più il favorito (cosa comunque vera).
E qui dunque entra… o meglio esce dal in gioco Rutelli. Bersani è notoriamente più a sinistra di Franceschini. E’ il tipico rappresentante della rossa Emilia Romagna, nostalgica della falce e il martello e delle rivoluzioni sessantottine. Pertanto è quasi probabile che con l’ex ministro dell’economia, il PD verrà sbilanciato ancor più a sinistra, lasciando il centro campo libero per l’UDC. Il che comporterà che la parziale sovrapposizione fra i due partiti, di fatto, verrà meno, e probabilmente, con un PD più a sinistra, l’alleanza con il partito di Casini potrebbe diventare una realtà che non mina l’identità di entrambi. Casini leader del centro; Bersani leader della sinistra. Il primo ex democristiano; il secondo ex comunista. Una scena già vista. Non trovate?
Dicevamo: e Rutelli? Rutelli per ora stà con il piede in due staffe. Probabilmente è sul chi va là, in attesa di capire un po’ da che parte tira il vento. Se la sfida per la segreteria vedrà la vittoria di Bersani, è quasi matematico che per l’Onorevole che ha cambiato mille casacche di partito, sarà venuto il momento di cambiare la milleeunesima. Se vincerà Franceschini (il che appare davvero un’ipotesi remota), non è escluso che Francesco Rutelli decida di rimanere: lo sbilanciamento a sinistra non ci sarà, la lotta contro l’ingresso del PD nel partito gruppo dei socialisti europei potrà essere fatta con maggiore efficacia, e dunque il suo ruolo dentro lo scatolone potrà avere ancora un certo rilievo.
Soffermandomi comunque sulla diatriba Penati-Franceschini, è chiara l’insofferenza dei supporters di Bersani nei confronti dell’attuale segretario. Oppure – cosa assai non improbabile – la loro è soltanto un’astuta mossa psicologica: mettere l’attuale segretario in uno stato di disagio e imbarazzo, affinché l’elettore non abbia dubbi su chi dovrà essere il prossimo comandante. Un uomo che non deve chiedere mai; un uomo che ha grandi capacità ed è amico di D’Alema. Chi, è facile immaginarlo. Sempre lui: Samule… pardon… Pierluigi Bersani.
D’altro canto, come era prevedibile, l’affermazione di Penati ha suscitato il fastidio di Dario (che sia proprio questa la mossa di nervosismo che aspettavano i supporters bersanesi?). Il buon segretario si è immediatamente lagnato e ha dichiarato fermamente che fino al 25 ottobre è lui il segretario del PD. Al coro prontamento si uniscono Fassino e Marino che chiedono a Bersani una presa di posizione contro l’affermazione di Penati. E Bersani (anche questa mossa era prevedibile?) non ha tardato a dichiarare che Franceschini è il segretario e che tutti devono collaborare. Subito dopo è arrivato anche l’imprimatur di D’Alema.
Intanto… intanto il sasso è stato indubbiamente gettato e il passo di Bersani verso la segreteria è stato solennemente fatto. L’affermazione di Penati su chi sarà il nuovo comandante del Partito Democratico e quale sarà chiaramente la direzione della politica futura del PD, non lascia alcun dubbio in merito. Più a sinistra, più conservatrice, più orientata a riesumare il vecchio andazzo del PCI-PDS, con una leggera ma tonificante verniciata di PSI, una venuzza di liberismo socialdemocratico e un po’ di giustizialismo alla IDV. Beninteso: Di Pietro permettendo…

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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  • OkNo
  • romain

    Il PD, che è già a sinistra, guarda a sinistra; in Germania l’SPD, che è già a sinistra, guarda a sinistra. Guarda caso, entrambi, PD in Italia e SPD, hanno oggi il 23 per cento dei voti…

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