Un bel libro “Il Cavaliere Irlandese” (ed. Piemme), scritto con una liricità davvero intensa da Juilene Osborne McKnight; un
libro che ha ottenuto persino un giudizio pienamente positivo da parte di Jack Whyte, maestro del genere storico.
Lo lessi qualche anno fa… così casualmente. Lo acquistai una mattina in edicola, attratto dal titolo. Ricordo che diedi una fugace occhiata alla trama che mi convinse appieno. E ciò è davvero raro per i libri che smerciano nelle edicole, quasi mai interessanti per i miei gusti.
Il libro è storicamente ambientato nel V° secolo, e dunque in piena occupazione romana. La storia narra del ritorno del cantore delle gesta dei cavalieri della Fianna, il misterioso e magico Ossian. Questi era infatti tornato dal mondo di Altrove (l’Aldilà) per raccontare a un monaco, un certo Patrizio (invero San Patrizio, patrono d’Irlanda), delle epiche gesta degli antichi cavalieri irlandesi, dei druidi che comandavano le comunità e della magia e degli incantesimi che aleggiavano nelle verdi vallate d’Irlanda.
Detto così, il libro potrebbe apparire un romanzo fantasy. Cosa che invero non è. La magia e gli incantesimi presenti nella narrazione sono invero puro frutto della tradizione celtica, dove la parte del leone la fa non già qualche misterioso potere ancestrale nelle mani di altrettanto misteriosi maghi, quanto la credenza popolare, l’idea stessa della magia come qualcosa di tangibile. In altre parole, la superstizione, che nel libro assume la materialità propria delle arti magiche.
Ma Juilene Osborne McKnight non si limita a narrare di magie e di antiche tradizioni celtiche. La scrittrice infatti mette a confronto due realtà che all’epoca si sono praticamente scontrate, fondendosi nel tempo, per divenire un punto di riferimento comune della tradizione irlandese: la realtà pagana da una parte e la realtà cristiana dall’altra.
Da questo punto di vista, l’astio di Patrizio nei confronti dei celti e delle loro tradizioni va al di là dell’esperienza personale del romano, rapito quando era piccolo dai celti e da loro mezzo schiavizzato, per divenire l’astio della cultura conquistatrice nei confronti della cultura conquistata, sebbene tale astio appaia praticamente reciproco, almeno fino all’incontro tra il monaco e Ossian.
Ed è proprio Ossian che apre la mente di Patrizio e gli fa capire la profondità spirituale di una cultura, la sua, ormai morente, inglobata nel credo del nuovo Dio, che appare come irresistibile e invicibile agli occhi del popolo irlandese. E questo sebbene la tradizione druidica tenti di resistere titanicamente alla sopraffazione.
Naturalmente, il lirismo legato al dramma delle geste eroiche narrate, non preclude anche una certa epicità. Il romanzo, sul punto, è godibile anche dagli appassionati dell’avventura e del mistero, che potranno compiacersi di antiche battaglie e di trame che sembrano rubate ai poemi epico-cavallereschi.
Certo, non ci sono orchi, non ci sono troll, non ci sono elfi e non ci sono spade magiche o i destini del mondo in gioco. Ci sono solo uomini con i loro limiti e le loro debolezze, che lottano per l’ingiustizia subìta, l’amore o per il bottino e le ricchezze, e ci sono i saggi, i druidi, i quali, attraverso riti arcani legati alla madre terra, trasmettono più che poteri e facoltà, coraggio e saggezza.
Che dire? Un libro – come quelli finora recensiti – assolutamente da leggere. Un libro che proietta il lettore in un mondo mitologico, ma assolutamente ancorato alla realtà storica. E questo, sebbene persino la figura di Patrizio appaia agli occhi dei moderni mitica e quasi fantastica, tanto che Juilene Osborne McKnight non si è quasi presa alcuna licenza nel narrare la gioventù e la vita del Santo d’Irlanda.
Juilene Osborne-McKnight
Scrittrice americana che vive a Philadelfia. Appassionata di storia e tradizioni celtiche, ha scritto diversi romanzi che trattano incentrati sempre sulla mitologia irlandese.
Attualmente insegna cultura celtica e scrittura creativa nell’università della Pennsylvania.
Libri editi:
- Il Cavaliere Irlandese (2000)
- La figlia d’Irlanda (2002)
- La Spada d’Irlanda (2004)
- La Canzone d’Irlanda (2006)









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Pingback - ID - 20 novembre 2008 alle 18:58
MA I LIBRI ” LA SPADA D’IRLANDA ” E ” LA CANZONE D’IRLANDA ” DELLA OSBORNE, SONO USCITI IN EDICOLA? NON RIESCO A TROAVRLI E NESSUNO SA NULLA..
Commento di EVA - ID - 8 gennaio 2010 alle 16:34
La Spada d’Irlanda (2004)
- La Canzone d’Irlanda (2006
QUESTI LIBRI DOVE SI POSSONO TROVARE..
NESSUNO SA NULLA
Commento di EVA - ID - 8 gennaio 2010 alle 16:38