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I Genesis: signori del progressive rock

27 settembre 2008 | Old Blog | Permalink

Madame e Messere, nella nostra piccola panoramica del progressive rock, dopo aver affrontato due band assolutamente nuove e appartenenti piuttosto al genere del neoprogressive (Knight Area e Ayreon), affronterò, seppur in modo del tutto sintetico e globale, una delle band capostipiti del genere progressivo: i Genesis.
Molti di voi, sicuramente, collegano i Genesis alle brutture anni ’80 e dunque a certi “lavori”  easy come Abacab, Invisible Touch, ma in realtà i Genesis sono nati con ben altro spessore artistico, e vien difficile davvero credere alla parabola discendente di una band che ha praticamente contribuito a fare la storia del rock degli anni ’70 e del progressive rock in particolare.
I Genesis nascono alla fine degli anni ’60 in una formazione che ancora non aveva fra i suoi elementi alcuni dei musicisti che faranno la fortuna della band. Parlo di Phil Collins alla batteria e Steve Hackett alla chitarra.
Diciamo che l’esordio dei Genesis fu davvero sofferto: la band passò da un album d’esordio acerbo e quasi per nulla progressivo (From Genesis to Revelation: concept a sfondo religioso) a un album successivo al limite del perfezionismo stilistico e dell’intreccio musicale davvero superbo (Trespass).
Ci furono dunque momenti in cui la band pareva dovesse abbandonare (abbandonò Antony Phillips che proseguì come solista con alterne fortune legate comunque al progressive), ma chiaramente furono solo momentanee situazioni. Con l’arrivo di Phil Collins alla batteriea e Steve Hackett alla chitarra, la band iniziò a definire quel che già da qualche tempo veniva chiamato progressive rock, e più precisamente il genere sinfonico.
Cuore dei Genesis era il leader, Peter Gabriel: istrionico e intrattenitore, oltreché cantare i pezzi, li inscenava come opere teatrali, attraverso trucchi e abiti scenici. Catalizzava così l’attenzione del pubblico e fondeva la musica favolesca della band, superba, perfetta e sapientemente costruita, con i testi da lui scritti, ricchi di citazioni letterarie, di significati ermetici e di giochi di parole.
I Genesis dunque composero musiche davvero affascinanti, a cavallo tra il rock e la melodia sinfonica. La “calda” chitarra di Steve Hackett si inseriva perfettamente nei ritmi sincopati della batteria di Phil Collins e negli intarsi d’organo di Tony Banks. L’estrema poliedricità di Rutherford (al basso), poi, permetteva notevoli disgressioni fra due chitarre e organo. V’è da aggiungere poi che piccolo principe delle musiche dei Genesis era anche il flauto suonato dallo stesso Gabriel.
Dopo Trespass, i Genesis inanellano successi su successi: Nursery Cryme, Foxtrot, Selling England by the pound e The Lamb lies down on Broadway. Sono i lavori del progressive rock… Anzi, sono l’emblema stesso del progressive rock sinfonico: le matrici alle quali altre band che verranno dopo si rifaranno. Non a caso, il progressive genesisiano sarà fondamentale per il neoprogressive anni ’80 e ’90 (Marillion, IQ, Pendragon, Pallas), e questo nonostante gli stessi Genesis, dopo l’abbandono di Gabriel (1975), decidano di “rinnegare” il genere musicale per un rock-pop molto più modesto seppur più remunerativo dal punto di vista economico e di successo di pubblico.
I Genesis dunque abbandonano il progressive rock in coincidenza con l’addio di Gabriel e con un generale rientro del fenomeno progressivo in ambiti più underground (siamo in epoca immediatamente precedente all’avvento del più semplicistico e bellicoso punk). L’istrionico cantante e compositore decide di lasciare il gruppo per proseguire la carriera solista. La band si affida a Phil Collins, che dopo due ulteriori album all’insegna della continuità stilistica con il periodo Gabriel (A trick of the tail e Wind and Wuthering), decide una virata verso il citato pop-rock di album come Duke, Abacab e via dicendo.
Con la “morte” progressiva dei Genesis, abbandona anche Steve Hackett, il quale prosegue anch’egli come solista, con altalenanti successi commerciali, a differenza dell’ex collega Gabriel, il quale vede notevolmente aumentata la sua notorietà con album decisamente più semplici da un punto di vista musicale, ma sicuramente sempre originali e innovativi… al limite della sperimentazione stilistica.
Negli ultimi anni ci sono stati vari tentativi di riunire i Genesis, nella line-up progressiva (Phil Collins, Steve Hackett, Peter Gabriel, Mike Rutherford e Tony Banks). Purtroppo però puntualmente falliti per i rifiuti cortesi e amichevoli di Gabriel e di Hackett. I fans (me compreso) attendono ancora il miracolo…

Discografia: [spoiler]

Questa è la discografia studio dei Genesis. A fianco trovate le stellete di valutazione de Il Jester (vanno da una a cinque stellette) e il genere di appartenenza.

- From Genesis To Revelation (1969) ** [protoprog]
- Trespass (1970) **** [progressive rock]
- Nursery Cryme (1971) **** [progressive rock]
- Foxtrot (1972) ***** [progressive rock]
- Selling England By The Pound (1973) ***** [progressive rock]
- The Lamb Lies Down On Broadway (1974) **** [progressive rock]
- A Trick Of The Tail (1976) *** [progressive rock]
- Wind And Wuthering (1977) *** [progressive rock]
- And Then There Were Three (1978) ** [pop rock]
- Duke (1980) ** [pop rock]
- Abacab (1981) * [pop rock]
- Genesis (1983) * [pop rock]
- Invisible Touch (1986) * [pop rock]
- We Can’t Dance (1991) * [pop rock]
- Calling All Stations (1997) * [pop rock][/spoiler]

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

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