Chi l’avrebbe mai detto? Anche la letteratura ormai ha il suo futuro su internet, sebbene personalmente preferisca ancora il frusciare piacevole delle pagine tra le mie mani. Questo però non significa che qualche interessante consultazione non possa farsi su internet, quant’anche è indubbio che la lettura su video non riuscirà mai a prendere il sopravvento sulla lettura di una pagina di carta. I motivi sono molteplici, ma il più importante di tutto è il contatto fisico che deve instaurarsi tra il lettore e l’opera, che può avvenire solo quando lo stesso lettore tocca con mano la fonte del suo piacere librario. Peraltro, non bisogna dimenticare che è davvero stancante e scomodo leggere un libro su PC. Ma vi immaginate il notebook di fianco al cuscino, mentre leggete da Google Book? E ammesso pure che verranno inventati prima o poi gli I-POD dei libri (I-Book), penso che la situazione non cambierà più di tanto. Per quanto affascinante possa essere una simile tecnologia accentuerà ancor più la distanza virtuale tra il lettore e il volume che deve leggere, poiché se con il libro di carta la virtualità è comunque inevitabile, viene comunque attenuata con il piacevole tatto del libro fra le mani, dalla vista di una biblioteca e dunque dalla soddisfazione di vederla crescere ogni giorno.
Ma con un I-Book ciò non accadrà. Un po’ come con gli mp3: comodi, interessanti, ma improponibili in un paragone con un cd (originale) e addirittura un vinile. A parte la qualità musicale, anche il tatto e la vista hanno diritto alla loro parte.
D’altro canto, l’iniziativa di Google è comunque interessante. L’ipotesi di un’anteprima dei libri permetterà a chi è alla ricerca di un libro di valutare se il suo futuro acquisto sarà azzeccato. Peraltro, Google offre una vendita online di libri proprio di fianco al libro che si sta consultando: questo velocizzerà non di poco l’acquisto di un’opera che eventualmente interessa.
Per quanto riguarda infine i libri italiani, Google Book ha digitalizzato (fonte: Ansa) i libri presenti nelle biblioteche americane. Questo ha fatto “infuriare” l’AIE che deve ancora decidere se aderire o meno all’accordo transattivo tra la stessa Google e gli autori e gli editori americani. E’ indubbio che il progetto Google Book è un’opportunità da non sottovalutare per l’asfittica editoria italiana.










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