Ascoltando la notizia dai TG, parrebbe quasi quasi che davvero la superperizia scagionerebbe Alberto Stasi dall’accusa di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi. Poi, vai ad approfondire e scopri soltanto che trattasi di indiscrezioni su accertamenti tecnici ancora da definire. Nulla di certo, dunque. Nulla che possa essere qualificato come definitivo. La posizione di Stasi è ancora pericolosamente traballante e gli esiti possono essere dei più vari.
Ma andiamo con ordine. A quanto pare – secondo le succitate indiscrezioni – sembrerebbe che il ragazzo di Garlasco, la mattina in cui Chiara Poggi venne uccisa, stesse realmente utilizzando il PC. In un primo momento per guardarsi i filmini porno, e poi per lavorare alla sua tesi: nel lasso di tempo che va dalle 10.20 alle 12.20, infatti avrebbe salvato più volte il documento informatico. Il che, come nei più classici dei gialli, attribuirebbe a Stasi un solido alibi.
In realtà però la questione non è così semplice. Di fatto, è anche possibile che il file si sia autosalvato. Del resto, Word Office ha questa particolare funzionalità, e laddove non si riuscisse a provare che trattavasi di vero salvataggio anziché di autosalvataggio, la perizia sul punto perderebbe notevole forza probatoria.
D’altro canto, i legali della famiglia Poggi sembrano gettare acqua sul fuoco. Affermano che le perizie non sono complete e che comunque devono essere incrociate fra di loro per poter dare un quadro definitivo e completo della tragica vicenda. In particolare, la perizia più attesa riguarda le scarpe di Alberto Stasi, pulite e linde, nonostante egli – dopo l’omicidio – abbia soccorso Chiara Poggi, attraversando la casa, il cui pavimento era intriso del sangue della ragazza.
Come scrissi qualche tempo fa, ci vorrà tempo, prima che il giudice possa decidere definitivamente sull’esito del processo, e ancora più tempo per definire le delicate perizie attraverso le quali egli dovrà porre un giudizio di responsabilità. Chiedere il giudizio abbreviato è stata sicuramente una mossa tentata dai legali di Stasi per mettere il giudice in un angolo, ma era prevedibile che il magistrato, prima di pronunciarsi sulla colpevolezza o innocenza dell’unico imputato, provedesse a disporre delle superperizie. E queste chiaramente stanno portando via molto tempo. Da qui le indiscrezioni.
Home


Pingback: Giallo di Garlasco: superperizia scagionerebbe Stasi? | BNotizie Magazine