Sgombriamo il campo da ogni equivoco: con questo post non voglio dire che fondare un nuovo partito significhi tradire gli elettori. In verità, poco cambia laddove il Presidente della Camera si accasasse da qualche altra parte, rieditando la vecchia Alleanza Nazionale, ma senza il suo cuore e la sua tradizione di destra; sposando peraltro un liberalismo spiluccato qua e là, condito con elementi estranei alla tradizione conservatrice. Poco importa dunque se il cammino dell’ex missino lo porti a lambire le rive di un curioso libertarismo radicale (del resto chi è uno dei suoi massimi ispiratori? Il nome è una garanzia: Benedetto Della Vedova), al quale va aggiunto un forte accento liberal e sinistrato. Importa piuttosto che egli e chi lo segue si spaccino per uomini di destra, ponendo i puntini sulle i, con molti se e molti ma sul concetto di destra e persino su altre idee quali libertà di stampa e istituzioni. Ma vediamo un po’, punto per punto.
Primo. Mi pare proprio di sentirli: sì… siamo di destra, però non vediamo male il riconoscimento delle coppie di fatto. Se poi tra queste ci mettiamo anche le unioni tra persone dello stesso sesso, be’, certo, non è proprio di destra destra, ma è sicuramente liberale e moderno. Perché anche la destra deve rinnovarsi e deve superare certe idee antidiluviane, come il concetto di famiglia basata sulle coppie eterosessuali… In altre parole, se questo è il senso delle idee finiane, per rinnovarsi la destra deve assomigliare alla sinistra… quella di Nichi Vendola, per esempio. Un bel concetto di destra, non c’è che dire!
Ma andiamo avanti. Sì, siamo di destra, però l’integrazione dell’immigrato deve avvenire dopo che noi gli riconosciamo la possibilità di votare. E magari anche la cittadinanza, che deve essere presa anche solo dopo cinque anni di residenza in Italia. Se poi è minore, la dovrebbe prendere subito, tanto per non lasciarci sfuggire l’extracomunitario, che altrimenti verrebbe indotto a tornarsene a casa sua. Si sà, è la tradizione calcistica italiana: le nostre squadre se non sono infarcite di stranieri non vincono.
Un’idea di destra autentica, vero? Immaginiamoci la partoriente immigrante che prende un areo, un barcone o un traghetto e partorisce in Italia: il figlio, per ius soli, diventa cittadino italiano e con il ricongiungimento famigliare rimane in Italia, portandosi appresso l’intera generazione. Un ottima politica demografica questa dei finiani, se fosse attuata. Anziché proporre idee per incrementare la popolazione italiana residente, suppliscono la stessa, importando dall’estero a scatola chiusa.
Terzo. Noi, siccome siamo di destra e tuteliamo la vita, vogliamo che lo Stato non metta becco nella decisione di una famiglia di staccare la spina del proprio congiunto in coma. Cioè, se viene desunto che il congiunto non avrebbe voluto vivere in stato vegetativo, i familiari devono poter scegliere se staccarla o meno. Il testamento biologico in questo senso può essere superato dalla volontà della famiglia o del medico.
Be’, pressapoco è questa l’idea dei finiani: rendere il testamento biologico una carta priva di valore, dove l’ultima parola in verità non spetta al paziente, ma ai medici e ai familiari, gli unici in grado di decidere della vita altrui, in base – in questo – alle proprie convinzioni etiche e personali. Questo è tutelare oggettivamente la vita, secondo il nuovo partito di “destra moderna”.
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