Diventa Fan
su Facebook
Seguici su
Twitter!
Segui @iljst
Carica Modulo Ricerca...

Feltri sottoposto a procedimento disciplinare

22 gennaio 2010 | Cultura, Giustizia | Permalink
Il giornalista è incolpato per il caso Boffo e per aver fatto scrivere su Libero e Il Giornale Renato Farina, radiato dall'albo

La notizia l’ho letta su Avvenire di oggi. Il buon Feltri, direttore de Il Giornale, è stato sottoposto dall’Ordine dei Giornalisti a procedimento disciplinare. A quanto è dato capire sono due i capi di incolpazione: la campagna contro il direttore di Avvenire Boffo e l’aver permesso a Renato Farina (radiato dall’albo dei giornalisti) di scrivere prima su Libero e poi su Il Giornale. Il procedimento non è ancora concluso e Feltri – a quando hanno detto dall’Ordine – non è stato ancora sentito.
Ebbene, per quanto riguarda la campagna contro Boffo, sappiamo tutti come è andata a finire. Feltri ha ammesso di aver sbagliato e ha chiesto scusa. Anche i migliori (e Feltri lo è) possono inciampare, soprattutto se teniamo presente che qualche mese fa, gli scandali sessuali erano praticamente il tema principale delle testate giornalistiche, soprattutto se riguardavano il premier. Il trend pare essersi esaurito con lo scandalo Marrazzo che ha restituito equilibrio morale fra i due schieramenti, con l’aggravante per il centrosinistra di aver portato al governo un politico che fino al giorno prima vantava un curriculum morale di tutto rispetto. Ma sarà comunque la magistratura a fare luce definitiva sul caso. Per quanto mi riguarda sull’affare Boffo, benché le intenzioni erano chiare, Feltri probabilmente ha esagerato, e forse il procedimento disciplinare ci sta tutto, come in verità ci starebbe anche per tutti coloro che per mesi hanno martellato l’opinione pubblica con dieci domande altamente insinuanti.
Passiamo invece all’altro capo di incolpazione. Feltri è stato accusato di aver permesso a Renato Farina, radiato dall’albo dei giornalisti, di scrivere prima su Libero e poi su Il Giornale. Ebbene, per quanto mi riguarda, non conosco il codice deontologico e le regole del giornalismo, ma a una lettura superficiale mi pare francamente assurda una norma che impedisce a un direttore di testata di permettere a un privato cittadino, indipendentemente dal lavoro che svolge e dalle eventuali sanzioni che ha ricevuto da un ordine professionale, di scrivere la propria opinione occasionale su un quotidiano. Cozza in modo evidente con l’art. 21 Cost., che garantisce la libertà di pensiero ed espressione con qualsiasi mezzo. Anche perché non necessariamente scrivere  occasionalmente su un quotidiano implica l’essere giornalisti ed essere dunque soggetti alle norme deontologiche per essi stabilite, posto che la responsabilità di quanto viene scritto è comunque solidale tra il direttore e lo scrittore, a prescindere dall’iscrizione all’albo professionale.
E d’altro canto – per onestà intellettuale – non è affatto escluso che la violazione della norma contestata possa  intuitivamente riferirsi all’idea di un giornalista  che favorisce un giornalista radiato al fine di permettergli comunque di esercitare la professione. In tal caso, bisognerebbe capire se l’apporto di Farina all’attività redazionale di Libero e de Il Giornale sia stata continua e professionale, e non dunque – come ho più su ipotizzato – occasionale. In quest’ultimo caso, mi pare venga esclusa l’infrazione.  E del resto, non è  certo possibile fare un paragone con il codice disciplinare degli avvocati, il quale prevede che l’avvocato non può agevolare o supportare in alcun modo l’attività legale di un collega radiato. Il diritto di difesa è sì un diritto costituzionalmente garantito, ma è riferito all’assistito e non all’avvocato, ed è legato dunque a uno specifico ruolo sociale da valutarsi in concreto (ognuno in astratto ha il diritto di difendersi, ma questo diritto si concretizza solo nel momento in cui emerge la necessità di invocarlo). Mentre il diritto di opinione prescinde in astratto e in concreto da qualsiasi ruolo sociale ed è riferito a qualsiasi cittadino: avvocato, imputato, giornalista, giornalista radiato, avvocato radiato, politico, ecc. ecc.
Perciò, sul punto mi auguro che l’Ordine valuti bene la posizione di Feltri, proprio tenendo presente che la libertà di opinione è un diritto che prescinde da qualsiasi limitazione posta dai codici deontologici professionali. Sarebbe decisamente preoccupante un’azione disciplinare che mira – seppur indirettamente – a impedire a un libero cittadino di poter manifestare il proprio pensiero su un qualsiasi quotidiano, sul  discutibile presupposto che quel libero cittadino, un tempo giornalista, era stato radiato. La radiazione, in tal senso, mira solo a impedire che quella persona eserciti professionalmente l’attività giornalistica, ma non deve avere alcun tipo di effetto su un diritto fondamentale e costituzionalmente protetto.

p
p

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

Seguimi su Twitter | Pagina Facebook | Contattami

  • OkNo
Seguimi

Ogni nuovo post ti verrà inviato alla tua Email

Unisciti agli altri Follower: