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	<title>Il Jester</title>
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	<description>Blog di opinioni personali</description>
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		<title>Il PD pensa al voto. Appello al Centrodestra. Spinga per l&#8217;approvazione di una nuova legge elettorale</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 22:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai i sinistri d&#8217;ogni risma non stanno più nella pelle all&#8217;idea di papparsi il Governo prossimo venturo. A stento trattengono un&#8217;euforia che per certi versi è persino ingiustificata, viste le divisioni e le faide interne al PD tra prodiani, veltroniani, dalemiani, democristiani, bersaniani (ce ne sono?), visti gli odi alleati e visto il grande successo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content//2011/12/bersani-bindi-camusso.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12465" title="bersani-bindi-camusso" src="http://www.iljester.it/wp-content//2011/12/bersani-bindi-camusso.jpg" alt="" width="460" height="306" /></a>Ormai i sinistri d&#8217;ogni risma non stanno più nella pelle all&#8217;idea di papparsi il Governo prossimo venturo. <strong>A stento trattengono un&#8217;euforia</strong> che per certi versi è persino ingiustificata, <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/Politica/1017040/Il-Pd-annusa-il-potere-ed-e-gia-guerra-interna-al-partito.html" target="_blank">viste le divisioni e le faide interne</a> al PD tra prodiani, veltroniani, dalemiani, democristiani, bersaniani (ce ne sono?), <strong>visti gli odi alleati e visto il grande successo di Grillo</strong> e del suo popolo di grillini ottenuto al primo turno delle recenti amministrative.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciononostante e <a href="http://iljester.wordpress.com/2012/05/12/per-renzi-bersani-vive-nelliperuranio/" target="_blank">ciononostante il PD abbia perso 91 mila voti</a>, <strong>pare che Bersani stia studiando da Premier</strong>. Che razza di Premier ne uscirebbe, ben potete immaginarlo. Solo a sentirlo parlare, mi viene il voltastomaco, quando non mi fa ridere, e solo all&#8217;idea di sentirlo tutti i giorni a filosofeggiare su Rai 1, Rai 2 e i Tg Mediaset, <strong>mi fa dannatamente paura</strong>. Inoltre il ricordo del famigerato decreto Bersani è ancora vivo in me. Perciò, voi potete ben immaginare <strong>lo stato d&#8217;animo mio e degli altri moderati</strong> a una simile prospettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure i presupposti perché il PD spinga verso le elezioni in autunno per vincere ci sono tutti. <strong>Il consenso comunque c&#8217;è</strong>, nonostante l&#8217;emorragia dei voti e Grillo. Differentemente da quel che accade in casa moderata, <strong>gli elettori sinistri hanno infatti un senso di fedeltà ideologica (e direi persino ottusa)</strong> ai propri politici di riferimento. I moderati, se un partito sbaglia (e il PDL ha sbagliato e continua a sbagliare), lo sfanculano alla grande (e si è visto). Mentre a sinistra questo non accade. Del resto, lo dimostrano le recenti amministrative. Nonostante lo scandalo Penati, lo scandalo della sanità pugliese, <strong>la sinistra ha mantenuto egregiamente</strong>. Caschi il mondo, arrestino tutti i sinistri, accadano gli scandali peggiori, mettano fuorilegge il Comunismo, ma i sinistri votano come i loro politici, quasi fossero degli automi.</p>
<p style="text-align: justify;">Perciò il PD ci spera, e nonostante le dichiarazioni altisonanti di responsabilità e di lealtà al Governo, credo stia facendo di tutto per farlo morire e andare a elezioni, quantomeno in autunno, senza macchiarsi di una responsabilità diretta. <strong>Lo dimostra pure lo scontro recente sul DDL anticorruzione</strong>. I calcoli sono stati fatti con precisione: con l&#8217;attuale legge elettorale, il PD diventerebbe il partito di maggioranza relativa e avrebbe l&#8217;incarico di formare il prossimo governo. E se trova una maggioranza adatta con il supporto di IDV, SEL, il redivivo FLI (eh sì!) e magari Ciccio Rutelli, e l&#8217;UDC nel ruolo di banderuola politica (oggi ti do i miei voti domani si vedrà), il gioco è fatto. <strong>La destra verrebbe emarginata</strong> e il centrosinistra potrebbe attuare le sue porcherie programmatiche che ben conosciamo, aggravando ancor più il disastro economico di questo paese. <strong>Inoltre avrebbe persino la possibilità di eleggere ancora una volta un Capo dello Stato amico.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente le mie sono ipotesi. E sono ipotesi che non tengono conto di quel che potrebbe accadere a livello europeo. Il fallimento greco è infatti dietro l&#8217;angolo <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/Esteri/1016538/Adesso-Atene-si-mette-a-gufare-----Se-falliamo-noi--la-prossima-sara-l-Italia-.html" target="_blank">e i greci ora iniziano a gufare il nostro paese</a>. Il leader della sinistra radicale ellenica, Tsipras, ha infatti dichiarato<strong> che dopo di loro seguirà o la Spagna o l&#8217;Italia, o entrambe</strong>. Però è chiaro che se le ipotesi rischiano di avverarsi bisogna essere preparati. Ecco perché il PDL non può rimanere indietro e dovrebbe oltreché cercare nuove alleanze e nuova linfa elettorale, <strong>premere per un nuovo sistema elettorale</strong> che reintroduca almeno le preferenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto <strong>non mi resta che invitarvi a fare gli scongiuri</strong>, sia per Bersani a Palazzo Chigi, che per l&#8217;Italia in default. Due enormi sfighe che potrebbero capitarci simultaneamente&#8230; purtroppo.</p>
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		<title>I greci ritirano più di 800 milioni di euro dai loro conti correnti. Uscita dall&#8217;euro e default sempre più concreti</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Grecia ormai è il caos. Un caos che lascia poche speranze per il paese ellenico di uscire dalla profonda crisi in cui è caduto senza passare per le forche caudine del default e dell&#8217;uscita dall&#8217;euro. Lo spread greco è stellare: 2878 punti, con un tasso di rendimento dei titoli pubblici tedeschi pari al 30,23% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.iljester.it/wp-content//2012/05/grecia-1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-13788" title="grecia-1" src="http://www.iljester.it/wp-content//2012/05/grecia-1.jpg" alt="" width="280" height="188" /></a>In Grecia ormai è il caos.</strong> Un caos che lascia poche speranze per il paese ellenico di uscire dalla profonda crisi in cui è caduto senza passare per le forche caudine del default e dell&#8217;uscita dall&#8217;euro. <strong>Lo spread greco è stellare: 2878 punti</strong>, con un tasso di rendimento dei titoli pubblici tedeschi <strong>pari al 30,23%</strong> sui rendimenti decennali. Praticamente carta straccia a fronte di una crisi economica senza precedenti (il 51% dei giovani greci è disoccupato).</p>
<p style="text-align: justify;">Questo va oltre il default tecnico <strong>e ora mi pare non siano nemmeno più sufficienti gli aiuti che l&#8217;Europa ha offerto alla Grecia</strong>, soprattutto alle condizioni tedesche. Siamo quasi alla dittatura “esterna”. Anche perché è questa l&#8217;impressione vedendo l&#8217;irremovibilità della Germania rispetto alle richieste che Berlino ha fatto ad Atene come condizione per rimanere nella zona euro. E rispetto al rifiuto della Merkel di rivedere le condizioni di permanenza nell&#8217;Euro correlate alla previsione degli eurobond che salverebbero — almeno in teoria — capra e cavoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, un&#8217;uscita dalla moneta unica <strong>pare essere l&#8217;unica soluzione per i greci</strong> che già si stanno riversando in massa presso gli sportelli bancari per ritirare i loro risparmi (800 milioni è la stima ufficiale, ma secondo me si è superato il miliardo). La paura infatti serpeggia. Un ritorno alla dracma o meglio la creazione di una nuova dracma<strong> comporterebbe un crollo completo del sistema</strong>. Da un giorno all&#8217;altro i greci si ritroverebbero con la loro moneta <strong>svalutata forse del 50/60% rispetto all&#8217;euro</strong>. Voi immaginate un po&#8217; cosa significherebbe nel campo degli immobili e dei mutui. Uno tsumani. Almeno così dicono gli analisti pro-euro che tifano per la Grecia in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;alternativa però è suggerita ma non è detta: <strong>agganciare la nuova dracma al dollaro.</strong> È una prospettiva concreta che ha più di una possibilità di concretizzarsi. Se così fosse (ma è un&#8217;idea), la Federal Reserve acquisterebbe quantità massicce di titoli pubblici greci, pompando dollari nell&#8217;economia greca — cosa che non ha potuto fare la BCE — e il salto nel buio verrebbe evitato. A patto che la Grecia comunque<strong> operi delle profonde riforme strutturali</strong>, che però a questo punto non sarebbero rigide come quelle imposte dai tedeschi e dall&#8217;Europa. Il risultato ulteriore sarebbe <strong>un aumento della influenza USA sul Mediterraneo</strong>. Soprattutto in una zona calda come il Mediterraneo orientale, con tanti saluti all&#8217;Europa della Merkel.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente la mia è una ipotesi (in verità suggeritami dal sempre ottimo Paolo Rebuffo di <a href="http://www.rischiocalcolato.it/">Rischio Calcolato</a>). <strong>Ma l&#8217;alternativa è drammatica: la Grecia che sprofonda, almeno per un periodo più o meno lungo, in un caos economico e politico pericoloso</strong>. L&#8217;ombra delle giunte militari, con il paese ellenico fuori dall&#8217;Euro e virtualmente dall&#8217;Europa, tornerebbe a concretizzarsi. Perché è normale che al disordine segua il forte desiderio di ordine, e questo nell&#8217;immediato può essere assicurato solamente dai militari, che a questo punto avrebbero gioco facile. Seppure l&#8217;ipotesi appaia comunque or ora piuttosto remota e fantascientifica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il problema del default greco peraltro riguarderebbe pure gli altri paesi del Mediterraneo</strong>. È chiaro infatti che un&#8217;uscita della Grecia dall&#8217;area euro potrebbe avere un effetto farfalla devastante anche per l&#8217;Italia, il Portogallo e la Spagna. E certo non credo affatto agli apprezzamenti del Fondo Monetario Internazionale, che ha detto che il Governo Monti sta facendo bene. Personalmente vedo questi apprezzamenti come dei veri e propri avvisi di significato contrario: <strong>state cazzeggiando, sbrigatevi o qui finisce male anche per voi.</strong> Perché — diciamocela tutta — per quanto si dica, il Governo di Mario Monti finora ha solo prodotto fuffa, unitamente a un&#8217;elevata pressione fiscale che non ha prodotto i risultati sperati. Lo spread tra i BTP italiani e i Bund tedeschi continua a veleggiare sopra i 400 punti (ieri ha toccato i 460 pb) e i mercati sono in caduta libera. Perciò dire che l&#8217;Italia è fuori pericolo o sta facendo bene è solo una nota di incoraggiamento e di monito: dovete fare di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa? <strong>Ormai il nostro paese ha toccato il fondo.</strong> La pressione fiscale sfiora il 50%. E certo Monti non può ancora operare sulla fiscalità. Dovrebbe tagliare le spese, ma il rischio a questo punto è doppio: il taglio con la machete nei punti sbagliati, comporterebbe una rivoluzione sociale che accentuerebbe di più la crisi.<strong> Un taglio eccessivo e non ragionato comunque abbatterebbe punti di PIL, accentuando ancor più la crisi.</strong> Inoltre, i tagli allo Stato sociale non seguiti dai tagli ai privilegi di politici e altre caste amministrative, rischierebbe di creare risentimento e rabbia, più di quanto già serpeggino nella popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La soluzione pertanto non è più italiana, né greca, <strong>ma è europea attraverso una revisione dei meccanismi che regolano l&#8217;Euro</strong>. Che si sono rivelati insufficienti e per certi versi suicidi per i paesi europei (<a title="La Germania ha usato l’Euro per far pagare a tutti i paesi dell’UE i costi della sua riunificazione?" href="http://www.iljester.it/la-germania-ha-usato-leuro-per-far-pagare-a-tutti-i-paesi-dellue-i-costi-della-sua-riunificazione.html">tranne, stranamente, la Germania</a>). Diversamente <strong>prepariamoci al crollo della moneta unica</strong>. Che per certi versi a me personalmente non dispiace, visto che l&#8217;euro, ogni giorno che passa, si sta rivelando sempre più un grosso affare speculativo più che un passo concreto verso l&#8217;integrazione europea.</p>
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		<title>La Germania ha usato l&#8217;Euro per far pagare a tutti i paesi dell&#8217;UE i costi della sua riunificazione?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 18:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tante volte ho scritto in questi ultimi mesi di Europa, spread, bolla speculativa, Grecia in default, Italia sotto scacco, e ogni volta ho messo al centro dei nostri guai le potenti oligarchie speculative e la Germania. E badate, certe cose non sono dette così, tanto per dire. Tanti sono gli indizi che lo fanno pensare. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content//2009/09/amerke.jpg"><img class="alignleft  wp-image-4296" title="merkel" src="http://www.iljester.it/wp-content//2009/09/amerke.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Tante volte ho scritto in questi ultimi mesi di <strong>Europa, spread, bolla speculativa, Grecia in default, Italia sotto scacco</strong>, e ogni volta ho messo al centro dei nostri guai le potenti oligarchie speculative e la Germania. E badate, certe cose non sono dette così, tanto per dire. Tanti sono gli indizi che lo fanno pensare. Persino Visco lo ammette:<a title="Visco confessa: «Servivamo alla Germania nell’euro proprio perché siamo economicamente deboli»" href="http://www.iljester.it/visco-confessa-servivamo-alla-germania-nell-euro-proprio-perche-siamo-economicamente-deboli.html"> l&#8217;Italia è entrata nell&#8217;euro spinta dai tedeschi</a>. E perché? Perché <strong>loro desideravano un euro deboluccio</strong> per poter mantenere — se non proprio incrementare — il loro export, altrimenti demolito da un&#8217;Italia rimasta fuori dall&#8217;Euro. Prodi aggiunge infine che la Germania dall&#8217;Euro ha avuto tutto da guadagnarci.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque è stata una strategia? Probabile. E siccome siamo nel campo delle opinioni, dico di più:<strong> se è stata tale, è stata una strategia premeditata all&#8217;indomani dell&#8217;unificazione tedesca</strong>, quando la Germania dell&#8217;ovest dovette farsi carico del relitto dell&#8217;est. All&#8217;epoca i tedeschi si ritrovarono con la parte orientale della loro nazione economicamente distrutta e i ricchi dell&#8217;ovest (soprattutto le banche) dovettero metterci oltre che l&#8217;anima tanti, anzi tantissimi soldi per poter riavviare il motore economico dell&#8217;est.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu allora — credo — <strong>che i tedeschi accelerarono per l&#8217;integrazione europea (anche in ragione di un disegno più grande che andava ben oltre)</strong>. Del resto il trattato di Maastricht fu siglato proprio nel 1992, e cioè a un anno di distanza dalla riunificazione sotto la leadership di Helmut Kohl. Ed è da quel momento che parte il processo che avrebbe portato mezza Europa a integrarsi attraverso la moneta unica (l&#8217;Euro), sotto la spinta e l&#8217;egida di molte potenti lobbies speculative e bancarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sospetto che i tedeschi <strong>abbiano dunque approfittato della situazione e fatto pagare i costi della riunificazione della loro nazione all&#8217;intera Europa</strong> è un sospetto che si avvicina alla realtà. Altrimenti non si spiega il perché l&#8217;Italia venne fatta entrare fin dal primo giorno, nonostante i suoi conti pubblici e il suo debito pubblico, secondo i parametri di Maastricht, fossero ben lontani dai paletti fissati dallo stesso trattato. E altrimenti non spiega perché di lì a qualche anno <strong>anche la Grecia venne fatta entrare nel club</strong>, nonostante la sua evidente debolezza economica e finanziaria. Certo, i greci truccarono i conti per entrare, ma siamo sicuri che i tedeschi, così perfettini, così rigorosi e attenti pure ai dettagli, non se ne fossero accorti?</p>
<p style="text-align: justify;">La verità è che probabilmente <strong>se ne accorsero ma fecero finta di nulla</strong>. Un altro pollo da spennare era entrato nel pollaio. Male che fosse andata, i greci, come gli italiani, sarebbero fuoriusciti dall&#8217;euro con le ossa rotte (come qualcuno — del resto — prospetta proprio oggi). Intanto però, negli anni dell&#8217;unificazione sia l&#8217;Italia che la Grecia (ma anche l&#8217;Irlanda, il Portogallo e la Spagna) hanno contribuito (e non poco) <strong>a rendere l&#8217;euro quel tanto debole da favorire l&#8217;industria e il commercio tedesco</strong>, esaurendo nel contempo la loro spinta economica. È indubbio che a questo risultato hanno contribuito pure i paesi dell&#8217;Est, come la Polonia e la Romania, ma è chiaro che l&#8217;ingresso nell&#8217;UE di queste nazioni <strong>ha danneggiato soprattutto i paesi del Mediterraneo</strong>, non certo la Germania che in questi anni è solo cresciuta, quando il resto dell&#8217;Europa della zona euro precipitava nel buio della crisi economico-finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora però è necessario conciliare questa ricostruzione con <strong>l&#8217;idea che l&#8217;Europa sia in verità un sistema gestito da un potere finanziario sovranazionale</strong> con lo scopo di trasformare il vecchio continente in un superstato dominato da una ristretta oligarchia attraverso un sistema falsamente democratico che possa concorrere con il rampante oriente ad armi pari. <strong>La realtà è che le due cose possono convivere (e forse sono interdipendenti).</strong> La Germania infatti rappresenta il <strong>giusto modello sociale ed economico</strong> al quale ispirarsi e sul quale realizzare nel tempo il progetto. È un paese rigoroso, poco incline alla fantasia, non caldo, e capace di utilizzare le risorse che ha a disposizione come pochi. <strong>È un paese ambizioso</strong> e ha bisogno di espandersi politicamente ed economicamente nel continente (ricordiamo il Nazismo) per procacciarsi nuove risorse. Quale modello migliore, dunque, per chi intende costruire una nuova Europa?</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, per quanto il desiderio ci porti <strong>a dare una visione democratica e libera dell&#8217;Europa</strong>, dove l&#8217;interesse pare essere quello dei cittadini europei, ogni atto, ogni comportamento delle istituzioni europee e tedesche, inducono a ritenere che in verità ci sia ben altro dietro. <strong>Poi qui la fantasia si scatena</strong>, e ognuno la pensa un po&#8217; come vuole tra<strong> club Bilderberg e Trilateral Commission</strong>. Quello che è certo è che suonano eloquenti le parole di Jaques Attali: «<em>Ma cosa crede, la plebaglia europea: che l’euro l’abbiamo creato per la loro felicità?</em>» Come dargli torto?</p>
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		<title>L&#8217;immensa presa per il sedere dei partiti sui tagli ai rimborsi elettorali. Camera deserta!</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 19:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Poi vincono i grillini. Poi i grillini — peraltro nemmeno loro così innocenti sui soldi pubblici — arrivano al 10% dei consensi. Poi la gente non ha ragione di incazzarsi maledettamente con questo truppone politico che crede seriamente di prenderla per il sedere. Eppure a quanto si è visto oggi in aula, 15 maggio 2012, le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content//2012/04/AlfanoBersaniCasiniR400.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13277" title="ABC" src="http://www.iljester.it/wp-content//2012/04/AlfanoBersaniCasiniR400.jpg" alt="" width="388" height="267" /></a>Poi vincono i grillini. Poi i grillini — <a href="http://iljester.wordpress.com/2012/05/15/i-grillini-anche-loro-prendono-i-soldi-pubblici/" target="_blank">peraltro nemmeno loro così innocenti sui soldi pubblici</a> — arrivano al 10% dei consensi. Poi la gente <strong>non ha ragione di incazzarsi</strong> maledettamente con questo truppone politico che crede seriamente di prenderla per il sedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure a quanto si è visto oggi in aula, 15 maggio 2012, <strong>le cose sono sembrate davvero così.</strong> Da presa per il culo. Si doveva discutere del taglio ai rimborsi elettorali e della legge di riforma ai rimborsi vergognosi che i partiti si sono riservati con una leggina del 1999, aggirando il referendum del 1993. Rimborsi che in realtà <strong>sono dei veri e propri finanziamenti ai partiti</strong> e che ammontano a decine di milioni di euro (a partito), i quali oggi come oggi sono solo un insulto ai cittadini italiani che soffrono e che debbono presentarsi ogni giorno a Equitalia per pagare cartelle esattoriali sui miseri frutti del loro sudore, consapevoli che una parte consistente <strong>di quel pane strappato dalle loro bocche</strong> andrà a ingrassare il ventre di tutti i politici sordi e insensibili al loro urlo di dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Fossi un partito <strong>mi vergognerei profondamente</strong> dei soldi che ogni giorno rubo ai cittadini italiani. Perché quei soldi sono rubati, legalmente, ma sono rubati. Sono sottratti ai servizi, alle infrastrutture e persino ai salari e agli stipendi dei lavoratori che vivono con appena mille euro al mese e che dovranno pure pagare l&#8217;IMU sulla loro piccola casetta costruita con tanti, spesso troppi sacrifici.</p>
<p style="text-align: justify;">E invece niente di tutto questo. <strong>I politici se ne fottono dei problemi della gente.</strong> E quanto è accaduto oggi in aula lo ha dimostrato appieno. Appena in venti erano per decidere il da farsi. Una vergogna. In venti deputati per far cosa? Per guardarsi in faccia l&#8217;un con l&#8217;altro e per dirsi: uè, siam solo venti, facciamo una partitina a briscola, perché una briscola varrà pure una diaria di 200 euro circa al giorno per la presenza alla camera? No?</p>
<p style="text-align: justify;">Poi — dicevo — <strong>monta l&#8217;antipolitica e poi la gente si incazza</strong>, i pazzi sparano e gli altri inneggiano alla rivoluzione. E chi non ne può più di pagare tasse senza avere uno straccio di servizio ecco che si uccide, lasciando al loro destino moglie e figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi chiedo seriamente se i nostri politici <strong>vivano su questo pianeta.</strong> Non credo. Anzi, sono dell&#8217;idea che essi non abbiano la piena consapevolezza della realtà che li circonda, almeno finché il fuoco non rischia di arrivargli fino ai piedi. Solo allora si rendono conto che il mondo che gli gira intorno <strong>è rabbioso e livoroso. </strong>Così chiedono aiuto e parlano di democrazia, di libertà, di rispetto per le opinioni, per le regole, temendo di finire ghigliottinati. Fino a quel momento non hanno un limite di decenza che li renda minimamente sensibili agli umori contingenti che chiedono sobrietà anche e soprattutto a loro. Non ci sono soldi in cassa? Cazzo, allora niente rimborsi elettorali, lo vuoi capire? Di più: <strong>i rimborsi elettorali sono un porcata ignobile</strong>, perché si usano i soldi della collettività per arricchire un ente privato. I partiti sono enti privati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco dunque il senso delle assenze di oggi. <strong>La Casta non vuole cedere</strong>, non vuole piegarsi alla crisi e alla volontà popolare che non vuole — non vuole! — i rimborsi elettorali, un affronto alle difficoltà economiche degli italiani. Perciò dopo averci preso allegramente il culo per settimane con dichiarazioni roboanti, quasi definitive, ecco che viene svelato il suo vero obiettivo:<strong> fare morire il tutto in una noiosa giornata di primavera</strong>, in un&#8217;anonima seduta parlamentare, dove oltre una manciata di deputati, ronzavano solo le mosche. Purtroppo per noi queste non votano&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Unione Europea non è democratica. Quanti dei signori che la governano sono stati eletti? Eccoli!</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 09:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La democrazia è un meccanismo attraverso il quale il popolo esprime con il voto i propri rappresenti a governare. Più il meccanismo democratico assicura l&#8217;effettiva partecipazione del popolo alle decisioni della comunità, più alto sarà il contatto democratico tra popolo e governanti (es. elezione diretta del Capo dello Stato). Più il potere è mediato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content//2012/01/europa-germania.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12641" title="europa-germania" src="http://www.iljester.it/wp-content//2012/01/europa-germania.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a>La democrazia è un meccanismo attraverso il quale <strong>il popolo esprime con il voto i propri rappresenti a governare</strong>. Più il meccanismo democratico assicura l&#8217;effettiva partecipazione del popolo alle decisioni della comunità, <strong>più alto sarà il contatto democratico</strong> tra popolo e governanti (es. elezione diretta del Capo dello Stato). Più il potere è mediato da uno strato di rappresentanti su rappresentanti, delegati e subdelegati tratti dalla burocrazia, <strong>più la democrazia è rarefatta</strong> e maggiore sarà il tasso oligarchico presente nelle istituzioni che sfuggono al controllo popolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene l&#8217;Unione Europea assomiglia più a un <strong>organismo oligarchico</strong> della seconda specie <strong>che a un ente democratico</strong>. L&#8217;unico organo capace di esprimere sul serio la volontà dei popoli europei <strong>è il Parlamento Europeo</strong>, che però ha poteri limitati e non può in alcun modo formare il Governo europeo, né influenzarlo se non nei limiti di una blanda <em>moral suasion</em>. Peraltro le sue funzioni di produzione legislativa sono esercitate in concorrenza con il Consiglio dell&#8217;Unione Europea, che è organo non eletto da nessuno come spiego più avanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Commissione Europea</strong> <strong>è la mano esecutiva </strong>del sistema Europa, e per farla semplice esso è composto dai delegati dei singoli governi dell&#8217;Europa, con una nota importante e fondamentale: <strong>il Commissario Europeo non risponde al Governo</strong> che lo ha nominato, ma è un organo a sé, indipendente e autonomo. Va da sé dunque che egli non risponderà nemmeno al popolo della propria nazione, semplicemente perché quel popolo <strong>non lo ha eletto in alcun modo</strong>. I suoi poteri — come ho detto — sono per lo più esecutivi (è il Governo europeo) con la possibilità della iniziativa legislativa e della rappresentanza dell&#8217;Unione Europea verso l&#8217;esterno.</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto alla Commissione Europea abbiamo <strong>il Consiglio dell&#8217;Unione Europea</strong>. Altro organo non eletto direttamente dal popolo europeo, ma <strong>espressione dei Governi nazionali</strong>. Il Consiglio dell&#8217;Unione Europea è il cuore vero dell&#8217;Europa, il centro dove si assumono tutte le decisioni di strategia europea che poi vengono attuate dalla Commissione Europea. È un organo concorrente con il Parlamento europeo nella produzione legislativa,<strong> ma a esso prevale</strong>. Il fatto stesso che esso sia espressione dei Governi nazionali non lo pone automaticamente tra gli organi democratici, poiché i Governi nazionali hanno ampia possibilità di inviare un loro rappresentante ministeriale, che spesso è ai più sconosciuto. In altre parole, a livello europeo, potremmo avere persone mai elette dal popolo italiano che assumono decisioni fondamentali per il popolo stesso. Questa è democrazia?</p>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente ci sono anche altri organismi che qui non cito. Ognuno di loro non rappresenta direttamente il popolo europeo nel senso che non è espressione della volontà di quel popolo. <strong>L&#8217;Europa è strutturata in modo tale che i singoli popoli nazionali non possono in alcun modo influenzare con il loro voto le sue decisioni.</strong> È una struttura più propriamente tecnocratica e burocratica a cui sono stati affidati poteri immensi nella decisione dei destini dell&#8217;Europa; poteri a cui non si ricollegano in alcun modo istituti di democrazia popolare se non latamente mediata.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanto per darvi un&#8217;idea di quel dico,<strong> ecco i principali governanti europei</strong>. Quelli che prendono le decisioni per noi e interagiscono con i Governi nazionali, spesso costringendoli a porre in essere azioni che non corrispondono alla volontà popolare. Quali di costoro avete mai eletto?</p>

<a href='http://www.iljester.it/lunione-europea-non-e-democratica-quanti-dei-signori-che-la-governano-sono-stati-eletti-eccoli.html/225px-jose_manuel_barroso_medef_2-2' title='225px-José_Manuel_Barroso_MEDEF_2'><img width="150" height="150" src="http://www.iljester.it/wp-content//2012/05/225px-José_Manuel_Barroso_MEDEF_21-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Josè Barroso, Presidente della Commissione Europea" title="225px-José_Manuel_Barroso_MEDEF_2" /></a>
<a href='http://www.iljester.it/lunione-europea-non-e-democratica-quanti-dei-signori-che-la-governano-sono-stati-eletti-eccoli.html/225px-herman_van_rompuy_at_the_37th_g8_summit_in_deauville_030-2' title='225px-Herman_Van_Rompuy_at_the_37th_G8_Summit_in_Deauville_030'><img width="150" height="150" src="http://www.iljester.it/wp-content//2012/05/225px-Herman_Van_Rompuy_at_the_37th_G8_Summit_in_Deauville_0301-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Herman Van Rompuy, Presidente del Consiglio dell&#039;UE" title="225px-Herman_Van_Rompuy_at_the_37th_G8_Summit_in_Deauville_030" /></a>
<a href='http://www.iljester.it/lunione-europea-non-e-democratica-quanti-dei-signori-che-la-governano-sono-stati-eletti-eccoli.html/mario-draghi-on-the-dinner-panel-at-the-ritz-carlton-2' title='Mario Draghi on the Dinner Panel at the Ritz Carlton'><img width="150" height="150" src="http://www.iljester.it/wp-content//2012/05/draghi-mario-foto-BCE11-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Mario Draghi, Presidente della BCE" title="Mario Draghi on the Dinner Panel at the Ritz Carlton" /></a>
<a href='http://www.iljester.it/lunione-europea-non-e-democratica-quanti-dei-signori-che-la-governano-sono-stati-eletti-eccoli.html/vimont-2-1610d' title='vimont-2-1610d'><img width="150" height="150" src="http://www.iljester.it/wp-content//2012/05/vimont-2-1610d-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Pierre Vimont, Presidente del Servizio Europeo per l&#039;azione esterna" title="vimont-2-1610d" /></a>

<p class="thumbreduction" style="text-align: justify;"> </p>
<p style="clear: both; text-align: justify;">Abbiamo la consapevolezza che siamo governati <strong>da un&#8217;oligarchia tecnocratica</strong> che non permette realmente ai popoli d&#8217;Europa di esprimere la loro volontà. <strong>Oggi la Grecia rischia di uscire dall&#8217;Euro</strong> ed essi hanno paura di ciò, perché si rendono conto che il loro castello di potere sta crollando.</p>
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		<title>Ingroia irritato dall&#8217;elogio di Grasso al Cavaliere. «Non diamo meriti a chi non li ha», replica</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 21:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sono abituato a che qualcuno insulti la mia intelligenza. Soprattutto quando si parla di diritto e legge. Ed è quello che ha fatto o ha tentato di fare Ingroia in replica alle parole di Piero Grasso, il magistrato che ha elogiato il Cavaliere per l’operato del suo governo e ha criticato Ingroia per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.iljester.it/wp-content//2012/05/ingroia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13725" title="ingroia" src="http://www.iljester.it/wp-content//2012/05/ingroia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Non sono abituato a che qualcuno insulti la mia intelligenza.</strong> Soprattutto quando si parla di diritto e legge. Ed è quello che ha fatto o ha tentato di fare Ingroia in replica alle parole di Piero Grasso, <a title="Facciamo pagare il debito pubblico alla Mafia. Ecco come!" href="http://www.iljester.it/facciamo-pagare-il-debito-pubblico-alla-mafia-ecco-come.html">il magistrato che ha elogiato il Cavaliere</a> per l’operato del suo governo e <strong>ha criticato Ingroia</strong> per il suo outing politico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ingroia, il magistrato che intervenne in un congresso comunista, <strong>evidentemente ha mal sopportato le parole del collega</strong>. Probabilmente non è abituato ai magistrati che anziché attaccare Berlusconi, gli riconoscono qualcosa di positivo. Così a stretto giro posta <strong>spara alcune bordate</strong> che sinceramente mi confermano ancora una volta o che questi magistrati ci prendono per ignoranti ovvero che sono loro quelli che non conoscono certi meccanismi o fanno finta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma vediamo un po&#8217;. All’osservazione di Grasso secondo il quale il magistrato <strong>non deve far conoscere le sue preferenze politiche</strong>, Ingroia risponde:</p>
<blockquote>
<p>So di aver esercitato un mio diritto: la possibilità, per ogni cittadino e magistrato, di esprimere in qualsiasi sede il proprio giudizio in materia di Costituzione e di politica della giustizia</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ma che cappero c’entra? <strong>Grasso ha detto un’altra cosa, sant’Iddio!</strong> I magistrati possono parlare di Costituzione, leggi, regolarmenti, sentenze ecc., ma nei convegni di giuristi, di avvocati, di magistrati, nelle aule di tribunale o nelle aule universitarie, ma <strong>non certo in un comizio politico</strong> di un partito con una ben definita ideologia e pergiunta in una chiave del tutto politica! </p>
<p style="text-align: justify;">In quanto all’elogio di Berlusconi, Ingroia deve esserci rimasto dannatamente male. Replica:</p>
<blockquote>
<p>Non diamo merito a chi non ce l’ha: da quando i governi sequestrano i patrimoni mafiosi e non è, invece, la polizia giudiziaria e la magistratura a farlo? Non è mai merito del governo in carica perché il governo non ha nessun potere sulla magistratura, che opera in modo autonomo e indipendente</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Mi permetta dottor Ingroia. <strong>I sequestri li fanno i magistrati e i poliziotti. Appunto!</strong> Dove sta scritto che li ha fatti il Governo? Il Governo ha fatto un&#8217;altra cosa, quello che ogni Governo con la G maiuscola farebbe: ha emanato la normativa sui sequestri dei beni ai mafiosi, istituendo un ente pubblico <strong>che li gestisce in coordinamento con le procure e i tribunali.</strong> Perché il Governo – dottor Ingroia – se lei non lo sa, secondo la Costituzione (quella che cita spesso), ha il potere dell’iniziativa di legge e può emanare atti aventi forza di legge. Non fa certamente sentenze, non emana provvedimenti di sequestro conservativo, preventivo e non procede alla confisca giudiziaria. E benché io mi sia sforzato di trovare qualcosa di simile a quanto da lei detto nel nostro codice e nelle norme speciali, non l&#8217;ho trovato. Dunque&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parliamo invece del magistrato.</strong> Non è forse vero che negli ultimi anni, il magistrato spesso si è intromesso nella sfera di competenza del Governo e del Parlamento, sindacando leggi e disegni di legge che intaccavano i suoi privilegi? E il tutto, minacciando scioperi e opposizioni<em> barricadere</em>? Roba che farebbe inorridire i magistrati di cento anni fa. Loro che erano imperturbabili, forse anche fin troppo freddi, ma certamente votati a una missione e funzione che non aveva colore politico, poiché impersonavano la mano della legge e non la legge stessa, come pretenderebbero i magistrati attuali, o almeno molti di loro. <strong>Dunque chi è chi, negli ultimi anni, ha preteso di esercitare competenze non proprie? </strong>Il Governo o certa magistratura?</p>
<p style="text-align: justify;">Un’ultima cosa. <strong>Esistono due articoli della Costituzione che supportano la tesi di Grasso. L’art. 98</strong> che stabilisce che la legge può limitare l’iscrizione dei magistrati ai partiti politici. Al di là dell’attuazione o meno della norma, con questa il legislatore costituzionale ha voluto evidenziare un dato importante: <strong>il magistrato non deve in alcun modo manifestare le proprie simpatie politiche.</strong> Il secondo articolo <strong>è l’art. 101</strong>, che afferma che il magistrato è soggetto solo alla legge. Anche questa norma deve essere letta nella direzione di un magistrato che non può in alcun modo esprimere orientamenti politici di alcun genere. Il suo alto ruolo istituzionale, la sua funzione fondamentale di equilbrio e di composizione dei confligenti diritti <strong>lo pone in una posizione avulsa da qualsiasi simpatia politica.</strong> Questo è il costo dell&#8217;indipendenza dagli altri poteri dello Stato, caro dottor Ingroia. Diversamente ci sono le dimissioni dalla magistratura. Non sarebbe certamente il primo.</p>
<p style="text-align: justify;margin-top:8px;">Fonte: <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/mafia_partigiano_ingroianon_digerisce_elogi_cave_attacca_duramente_grasso/mafia-politica-silvio_berlusconi-antonio_ingroia-pietro_grasso/14-05-2012/articolo-id=587787-page=0-comments=1" target="_blank">Il Giornale</a></p>
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		<title>Clamoroso! L&#8217;Islanda processa l&#8217;ex Premier per la crisi economica. È accusato di non averla saputa gestire</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 16:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Islanda fanno presto. Hai sbagliato nel governare la crisi economica? Vai a processo. E se vieni condannato rischi di beccare fino a 2 anni di carcere. Così sta capitando all&#8217;ex premier Geir Haarde, in carica dal 2006 fino al 2008. Le sue colpe? Non essere riuscito a prevedere la crisi e ad arginarla. Praticamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content//2012/05/geir-haarde-iceland-prime-007.jpg"><img class="alignleft  wp-image-13714" title="geir haarde iceland prime minister" src="http://www.iljester.it/wp-content//2012/05/geir-haarde-iceland-prime-007.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>In Islanda fanno presto. <strong>Hai sbagliato nel governare la crisi economica?</strong> <strong>Vai a processo.</strong> E se vieni condannato rischi di beccare fino a 2 anni di carcere. Così sta capitando <strong>all&#8217;ex premier Geir Haarde</strong>, in carica dal 2006 fino al 2008. Le sue colpe? Non essere riuscito a prevedere la crisi e ad arginarla. Praticamente viene processato da un giudice per incapacità politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Calmate i bollori&#8230; <strong>Personalmente non vedo di buon occhi simili processi</strong>, che sono sempre piuttosto pericolosi, a meno che non ci siano fatti e atti dolosi che dimostrino l&#8217;inequivocabile volontà della persona “processata” di rovinare il paese. Nel caso di Haarde siamo dinanzi a un processo <strong>che lo vede imputato per “negligenza”</strong> e dunque per un fatto colposo che in politica dovrebbe essere trattato politicamente, e precisamente con la sanzione elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Haarde naturalmente si difende</strong> dalle accuse che gli vengono mosse e accusa i banchieri. La causa della bolla speculativa che ha messo sul lastrico centinaia di migliaia di islandesi è da attribuire alla loro avidità, alla loro speculazione. Secondo l&#8217;ex premier, lui ha fatto di tutto per limitare i danni,<strong> ritenendo di avere la coscienza a posto. </strong>In questi giorni dovrebbe aversi la conclusione del processo (mica siamo in Italì).</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, molti di voi a questo punto guardano al nostro paese. <strong>Perché in Islanda sì e in Italia no?</strong> Giusto. Perché? Forse perché da noi esiste una differenza tra atti politici e atti giuridici? Forse perché gli atti politici — giustamente — non sono sindacabili da un giudice? E forse perché la sanzione per un politico è il voto? Qualunque sia la verità, sarà sempre corretta. Non si può pretendere dal cittadino il dovere di impegnarsi politicamente <strong>ponendolo davanti al rischio di un processo per gli eventuali esiti non positivi della sua azione politica.</strong> Nessuno di noi, davanti a una simile prospettiva, farebbe politica, poiché questa verrebbe gravemente condizionata da un concreto pericolo giustizialista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma chiaramente questo non significa totale assenza di responsabilità</strong>. Come ho detto più su, la condotta di un politico dovrebbe essere sanzionata là dove questa sia stata dolosamente preordinata ad aggravare la crisi, magari per un fattore speculativo (es. per far crollare il mercato mobiliare di modo che lui o i suoi amici acquistassero immobili a prezzo stracciato). È ovvio che in questi casi,<strong> la sanzione penale dovrebbe essere prevista</strong>, poiché la condotta politica si intreccia con un evidente conflitto di interesse che l&#8217;ha determinata, creando un danno alla collettività.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono sicuro però che non tutti voi la pensate allo stesso modo.</strong> Anzi, sono certo che molti di coloro che stanno leggendo ora questo post sono gasati all&#8217;idea che in Islanda si processi un politico per la crisi economica. La quale — sappiamo — non è un fenomeno nazionale e facilmente controllabile, <strong>ma è un insieme di eventi legati ad azioni speculative</strong> che vengono decise altrove, nelle stanze segrete di ville lussuose immerse nel verde, da pochi individui che, agli occhi della gente, sembreranno dei perfetti anonimi sconosciuti, ma che invero hanno un potere superiore persino ai capi di Stato delle nazioni più potenti. Processare un politico indubbiamente ha o avrà la sua utilità, ma è chiaro che non fermerà questi speculatori.</p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 8px;">Fonte: <a href="http://www.wallstreetitalia.com/article/1335302/europa/caso-storico-in-islanda-ex-premier-processato-per-la-crisi-economica.aspx" target="_blank">Wallstreetitalia</a></p>
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		<title>L&#8217;Italia diventa buonista. Il clandestino è il benvenuto e il mare è buono&#8230; anzi ottimo. Buoni affari per scafisti</title>
		<link>http://www.iljester.it/l-italia-buonista-ottimo-affare-per-i-moderni-schiavisti-di-migranti.html</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono già pronti i sigari, i pasti caldi e le dependance per i clandestini. Del resto sono persone che provengono da zone difficili, climi caldi, guerre appena terminate. Sono senza un soldo e sono disperati. Eppure, ciononostante riescono a &#8220;pagarsi&#8221; un viaggio nelle nostre coste, alla ricerca di una fortuna che noi italiani non possediamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content//2012/05/barcone_immigrati5001.jpg"><img class="alignleft  wp-image-13706" title="barcone immigrati" src="http://www.iljester.it/wp-content//2012/05/barcone_immigrati5001.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Sono già pronti i sigari, i pasti caldi e le dependance per i clandestini. Del resto sono persone che provengono da zone difficili, climi caldi, guerre appena terminate. <strong>Sono senza un soldo e sono disperati.</strong> Eppure, ciononostante <strong>riescono a &#8220;pagarsi&#8221; un viaggio</strong> nelle nostre coste, alla ricerca di una fortuna che noi italiani non possediamo più per il sol fatto di essere italiani. A noi italiani infatti spettano gli oneri piuttosto che gli onori. Tutti riservati ad altri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È una dannata verità.</strong> Siamo poveri o lo stiamo diventando, fino al punto di non poter sostenere più i servizi essenziali che ci siamo dati in decenni di sacrifici. Ciononostante ora dobbiamo sostenere anche un flusso di persone che arrivano da paesi altrettanto poveri, ma che lo sono un po&#8217; per sfiga e un po&#8217; perché — diciamoci la verità senza ipocrisie — possiedono una arretratezza culturale e imprenditoriale cronica <strong>che non riescono a superare,</strong> vuoi per cultura e vuoi probabilmente per una evidente scarsa voglia di progredire. È più facile fare una guerra e uccidere migliaia di persone piuttosto che arare un terreno e vederlo produrre cibo e speranze.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altro canto, il discorso “colonialismo” non regge più. È il discorso di chi pensa che<strong> l&#8217;Europa debba (ancora) sentirsi in colpa nei confronti dei figli dell&#8217;Africa</strong> (donde proviene il maggior flusso di migranti). La verità è che il nostro paese, così come il resto del vecchio continente, ha già pagato ampiamente le stagioni coloniali inviando soldi, uomini, mezzi, conoscenze scientifiche e persino sostegno tecnologico. Ma non è servito a nulla. I soldi sono andati a finire nelle casse di<strong> dittatorelli occasionali, regimi islamici oscurantisti, giunte militari, paracomunisti</strong>, per l&#8217;acquisto di armi e agi per sé, mentre il resto è stato disperso in iniziative effimere che tendono a mantenere uno stato di dipendenza dei paesi poveri dai paesi ricchi o ex tali.</p>
<p style="text-align: justify;">La conseguenza è l&#8217;immigrazione selvaggia. <strong>Una moderna tratta degli schiavi che il buonismo italico rischia di legittimare</strong> ogni giorno che passa, accogliendo migranti e disperati, senza una minima rigidità, un filtro severo e senza il coraggio di troncare sul nascere i flussi migratori irregolari, in un contesto europeo dove gli oneri (accoglienza dell&#8217;immigrazione) sono affaracci di ogni singolo membro, mentre gli onori sono dell&#8217;Unione Europea (l&#8217;<em>argent</em>). Certamente la solidarietà è fondamentale, ma attenzione <strong>a non essere presi ampiamente in giro</strong> con la storia della solidarietà. Perché i moderni schiavisti contano proprio su questo: sul buonismo italiota, sulla incapacità e lo scarso coraggio delle nostre istituzioni di fermare i flussi prima che essi giungano nelle nostre coste. Contano sui comunisti, i no global e tutta quella marmaglia di esemplari umani che si dichiarano solidali e pacifinti, ovviamente col culo degli altri. Il nostro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco allora che, puntualmente, <strong>ogni estate ce la prendiamo dove non batte il sole</strong>. Centinaia di migliaia di migranti arrivano sulle nostre coste, bloccano il turismo, mettono in allerta le nostre guardie costiere, la nostra protezione civile, e creano spesa, fuoriuscita di denaro, <strong>che poi deve pagare il contribuente</strong> presentandosi alle casse di Equitalia. Già, perché è tutto un giro, un circolo vizioso. C&#8217;è chi consuma e c&#8217;è chi paga il conto. E il conto lo paghiamo sempre noi italici, che forse siamo razzisti solo a parole, xenofobi solo per necessità, ma poi al fin fine tradiamo un cuore di burro e paghiamo zitti e muti gli affari lauti dei moderni schiavisti.</p>
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		<title>Visco confessa: «Servivamo alla Germania nell&#8217;euro proprio perché siamo economicamente deboli»</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 20:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;intervista è rilasciata al Fatto Quotidiano, ed è di quelle che scottano, poiché conferma quanto ho avuto modo di scrivere nel mio precedente post che trattava l&#8217;Euroinganno, visto che l&#8217;intervistato è Vincenzo Visco, all&#8217;epoca dell&#8217;ingresso dell&#8217;Italia nell&#8217;euro il nostro Ministro delle Finanze con il Governo Prodi. Governo &#8211; ricordo &#8211; che introdusse la famigerata eurotassa. Ebbene, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-9258" title="visco" src="http://www.iljester.it/wp-content//2011/01/visco-300x228.jpg" alt="" width="300" height="228" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;intervista è rilasciata al Fatto Quotidiano</strong>, ed è di quelle che scottano, poiché conferma quanto ho avuto modo di scrivere nel mio precedente post che trattava <a title="Svelato l’euroinganno! L’Italia entrò nel l’euro grazie ai trucchi di Ciampi e Prodi con il consenso (interessato) della Germania" href="http://www.iljester.it/euroinganno-italia-entro-nel-l-euro-grazie-ai-trucchi-di-ciampi-e-prodi.html">l&#8217;Euroinganno</a>, visto che l&#8217;intervistato <strong>è Vincenzo Visco</strong>, all&#8217;epoca dell&#8217;ingresso dell&#8217;Italia nell&#8217;euro il nostro Ministro delle Finanze con il Governo Prodi. Governo &#8211; ricordo &#8211; che introdusse la famigerata eurotassa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, il nostro vecchio &#8220;esattore&#8221; confessa che <strong>l&#8217;ingresso dell&#8217;Italia nell&#8217;euro è stata studiata dalla Germania per indebolire l&#8217;euro</strong> e dunque permettere alla stessa di non rallentare l&#8217;export, e addirittura di incrementarlo. Pure <a href="http://iljester.wordpress.com/2012/05/12/prodi-la-germania-e-piu-forte-con-leuro/" target="_blank">Prodi &#8211; seppure indirettamente e con un entusiasmo paradossale &#8211; conferma su La7 questa ricostruzione</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per converso, <strong>un&#8217;Italia fuori dall&#8217;euro</strong> avrebbe fatto paura alla Germania ma anche alla Francia. Semplicemente perché con una lira più debole <strong>l&#8217;Italia sarebbe stata preferita come partner commerciale</strong> rispetto a un gruppo europeo d&#8217;elitè che commerciava con una moneta forte e unica. Afferma in questo senso Visco:</p>
<blockquote>
<p>La Germania ha gestito la globalizzazione in modo consapevole, avere paesi come l’Italia dentro la moneta unica ha reso l’euro una moneta più debole di quanto sarebbe stata altrimenti e ha permesso a Berlino di esportare&#8230;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Capito?<strong> Servivamo alla Germania per indebolire l&#8217;euro</strong> e garantire a Berlino un export che altrimenti non avrebbe avuto. Di fatto<strong> siamo stati uno strumento economico</strong> in mano a una nazione straniera che lo ha utilizzato per favorire il suo sviluppo commerciale; sviluppo che altrimenti avrebbe solo sognato.</p>
<p style="text-align: justify;">La verità dunque è che <strong>la Germania ha sfruttato l&#8217;Italia.</strong> Sul punto, Visco &#8211; dopo una stucchevole filippica sugli evidenti (per lui) meriti del Governo Prodi e del centrosinistra, i quali (sempre per lui) avviarono il risanamento dei conti pubblici (prontamente demoliti dal centrodestra) - <strong>precisa meglio il suo ragionamento</strong>, quando l&#8217;intervistatore ipotizza un&#8217;Italia fuori dall&#8217;euro:</p>
<blockquote>
<p>Un’Italia fuori dall’euro, visto il nostro apparato industriale, poteva fare paura a molti, incluse Francia e Germania che temevano le nostre esportazioni prezzate in lire. Ma Berlino ha consapevolmente gestito la globalizzazione: le serviva un euro deprezzato, così oggi è in surplus nei confronti di tutti i paesi, tranne la Russia da cui compra l’energia. Era un disegno razionale, serviva l’Italia dentro la moneta unica proprio perché era debole. In cambio di questo vantaggio sull’export la Germania avrebbe dovuto pensare al bene della zona euro nel suo complesso.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale cazzo di bene?</strong> Lo stato pietoso in cui ci ritroviamo ora è dovuto all&#8217;ingresso dell&#8217;Italia nell&#8217;euro, altro che al Governo di centrodestra, che poteva fare ben poco ormai! La dura realtà è che <strong>non siamo nazione da moneta unica, </strong>e certamente non da moneta unica così come è stata concepita nei trattati europei. L&#8217;Italia avrebbe dovuto essere maggiormente realista e avrebbe dovuto avere la dignità <span><span style="font-family: 'Bookman Old Style', serif;"><span style="font-size: x-small;">—</span></span></span> la dignità! <span><span style="font-family: 'Bookman Old Style', serif;"><span style="font-size: x-small;">—</span></span></span> di non lasciarsi usare dalla Germania e dalle oligarchie bancarie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E invece abbiamo avuto Prodi al Governo</strong>, abbiamo avuto la sinistra e abbiamo avuto Visco. La colpa &#8211; è inutile dirlo &#8211; non fu di Berlusconi né dei Governi di centrodestra, ma fu loro, poiché ci portarono <strong>dentro un progetto di merda per fare il piacere&#8230; anzi la volontà della Germania!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non ci prenda perciò per il sedere l&#8217;ex ministro delle finanze. Altro che avanzo primario di 5 punti! Comodo risolvere i problemi imponendo una eurotassa che piegò anche allora l&#8217;economia italiana. <strong>E il tutto per compiacere Berlino e le oligarchie finanziarie germanocentriche</strong>, così come tante volte hanno denunciato economisti e politici (fra questi ultimi <a title="Nigel Farage. L’inglese che denunciò il Golpe oligarchico in Europa. Il video che non vedrete mai nelle Tv italiane" href="http://www.iljester.it/nigel-farage-linglese-che-denuncio-il-golpe-oligarchico-in-leuropa-il-video-che-non-vedrete-mai-nelle-tv-italiane.html">ricordiamo Nigel Farage</a>, ma anche <a href="http://iljester.wordpress.com/2012/05/11/hobsbawn-esiste-una-elite-globale/">Eric Hobsbawn</a>). <strong>L&#8217;Italia avrebbe dovuto essere maggiormente realista</strong> e avrebbe dovuto avere la dignità — la dignità! — di non lasciarsi usare dalla Germania e dalle oligarchie che vogliono costruire un&#8217;Europa fondata sul più selvaggio capitalismo.</p>
<p style="margin-top: 8px; text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/13/alla-germania-nelleuro-servivamo-proprio-perche-deboli-parola-visco/228400/" target="_blank">Il Fatto Quotidiano</a></p>
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		<title>Più immigrati e meno lavoro per noi? L&#8217;Europa dice sì all&#8217;area di libero scambio con il Nord Africa</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 08:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa è una delle solite notizie che passa sotto silenzio nel mare delle informazioni che ci provengono da internet e dai mass media tradizionali. Fosse solo che, apparentemente, non sembra una notizia granché importante, non risalta nei giornali, pure quelli telematici. È degna di un trafiletto a margine, tanto per riempire la pagina. Ma così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content//2009/11/ParlamentoEuropeo1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4907" title="ParlamentoEuropeo1" src="http://www.iljester.it/wp-content//2009/11/ParlamentoEuropeo1.jpg" alt="" width="288" height="266" /></a>Questa <strong>è una delle solite notizie che passa sotto silenzio</strong> nel mare delle informazioni che ci provengono da internet e dai mass media tradizionali. Fosse solo che, apparentemente, non sembra una notizia granché importante, non risalta nei giornali, pure quelli telematici. È degna di un trafiletto a margine, tanto per riempire la pagina. Ma così non è. È una notizia che induce a una serie di riflessioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di tutto<strong> l&#8217;area<em> Schengen</em></strong> (con l&#8217;euro) <strong>è stata la nostra grande rovina.</strong> L&#8217;industria manufatturiera italiana ha subìto solo danni dal progetto di integrazione europea che predica il libero scambio, poiché ha permesso che entrassero in concorrenza con l&#8217;Italia, paesi i cui standard di produzione sono alti (in termini quantitativi) e nel contempo presentano un costo di lavoro vergognosamente basso (vista l&#8217;assenza di quel complesso di norme di garanzia del lavoratore e di qualità del prodotto). Conseguentemente, <strong>le aziende nostrane progressivamente hanno iniziato a chiudere battente,</strong> e molte di loro hanno iniziato a trasferire la produzione industriale in quei paesi. Vedi Romania, Repubblica Ceca, Polonia ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora però si affaccia un altro pericolo che rischia di <strong>accentuare ancor più la deindustrializzazione dei paesi occidentali</strong>, e in particolare dell&#8217;Italia. La possibilità che venga allargata l&#8217;area di libero scambio anche ai paesi extraeuropei come il nord Africa, dove si è sviluppata la ormai nota <strong>Primavera Araba</strong>, che sarebbe meglio e più corretto definire la “Primavera Islamica”, visto che là dove essa è arrivata ha portato la <em>Sharia</em> a comandare. Ebbene,<strong> il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione</strong> che allarga ai paesi nordafricani l&#8217;area di libero scambio.</p>
<p style="text-align: justify;">Conseguenze? Beh, prima di tutto la possibilità che molte aziende europee e in particolare quelle italiane <strong>trasferiscano la loro produzione in paesi come Egitto, Tunisia, Algeria e Marocco</strong>, dove gli standard di vita sono (molto più) bassi e dove il costo del lavoro è un terzo se non un quarto del nostro (e forse sono pure ottimista). In secondo luogo, l&#8217;area di libero scambio potrebbe portare un giorno<strong> alla possibilità di libera circolazione dei migranti africani nel territorio europeo</strong>, come è accaduto con i rumeni. Le ulteriori conseguenze sociali che si verificherebbero potrete intuirle da voi, visto che si tratta di persone di religione islamica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò detto, la mia impressione finale è questa. Esaminando con sufficiente attenzione le politiche europee <strong>che si orientano verso un liberismo selvaggio e a-etico, apolitico e speculativo</strong> (apparentemente scongiurato da iniziative politiche che vanno in senso opposto, ma solo apparentemente), credo che sia in atto una vera e propria <strong>guerra commerciale tra il rampante oriente e il vecchio occidente</strong>. Il secondo vuole rimettersi in pari con il primo dopo decenni di politiche sociali volte a tutelare le fasce deboli e la qualità della vita. Ora per alcuni probabilmente non è più tempo di simili “concessioni”. La concorrenza cinese, indiana, coreana, thailandese, taiwanese è talmente spietata che l&#8217;unica soluzione che oggi appare plausibile per la vecchia Europa, è riportare indietro l&#8217;orologio <strong>a uno status lavorativo e produttivo di inizio ventesimo secolo</strong>. E quale modo migliore se non allargando l&#8217;Europa economica a quei paesi che già in quello status ci vivono?</p>
<p style="text-align: justify; margin-top: 8px;">Fonte: <a href="http://www.imolaoggi.it/?p=17293" target="_blank">Imolaoggi.it</a></p>
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