Non ci sono dubbi, quella vista in azione ieri a Napoli era tutto fuorché una sinistra democratica. Se quelli che sferravano pugni e calci sono gli stessi che pretendono di governarci un giorno sì e l’altro pure, beh… ancora una volta siamo sicuri delle nostre scelte elettorali. Che non vanno a sinistra.
In verità, ancora una volta debbo constatare che, passano gli anni, passano le ideologie, ma una cosa non passa: il vizio. Il lupo di sinistra perde il pelo (la falce e il martello), ma non il vizio (l’arroganza e l’intolleranza). Unito alla violenza, naturalmente. Perché la sinistra estrema conosce solo ed esclusivamente la violenza, incarnata nel simbolismo della statuina del Duomo che lancia contro l’avversario politico, che non può contrastare con le idee, con i fatti e con i programmi.
E seppure è vero che il candidato a sindaco del PDL, Gianni Lettieri, aggredito ieri a Napoli da un manipolo di violenti dei centri sociali, ha ricevuto gli attestati di stima di tutto il mondo politico o quasi (escluso De Magistris), è anche vero che spesso questi attestati di solidarietà sono espressioni ipocrite di una mentalità politica che prima lancia il sasso e poi ritira la mano. Prima usa pesanti parole contro il centrodestra, definendolo a vario titolo corrotto, corruttore, colluso con la mafia, dedito agli affari personali, da eliminare magari con qualche golpe bianco che ripristini la (loro) democrazia, o peggio espressione di una massa di decerebrati sempre lì a guardare il Grande Fratello e desiderosi di evadere il fisco e violare tutti i codici penali possibili e immaginabili. E poi, quando queste parole accendono la miccia, ecco che solidarizza con la vittima dell’esplosione e condanna fermamente la violenza.
Che questo sia un atteggiamento ipocrita, non vi sono dubbi. Perché la verità è che certe esplosioni di odio e violenza non dovrebbero mai verificarsi in una competizione elettorale democratica. Ci possono essere le divergenze di idee, ci possono essere i contrasti (anche accesi), ma i contrasti non devono generare nemici; al massimo avversari. E gli avversari si rispettano (in verità, a certe condizioni, anche i nemici), perché abbiamo tutti lo stesso e identico obiettivo: proporre delle soluzioni politiche per la gestione della cosa pubblica. Che giuste o sbagliate che siano, sono sempre soluzioni politiche e non certo altro. E non certo dittature o repressioni.
Il vero è che nel nostro paese il pregiudizio ideologico e di contrapposizione sinistra-destra è esageratamente forte e spesso basato su atteggiamenti ideologici arcaici, pompati da personaggi politici che pare facciano i pompieri al contrario, gettando cioè benzina sul fuoco. E a volte – debbo ammetterlo – qualche politico di sedicente destra (essere di destra non significa essere fascista o addirittura nazifascista) contribuisce pure di suo. È il caso di quel consigliere della circoscrizione di Prato, eletto nelle file del PDL, che il 20 aprile scorso ha inneggiato su Facebook a «Hitler ultimo imperatore d’Europa». Un’affermazione assurda e da condannare senza mezzi termini. E rispetto alla quale tutto il PDL – apprendo – si è dissociato, e dalla quale si dissocia anche Il Jester e chi scrive per questo blog.
Ma è chiaro che l’errore di uno (errore fatto a titolo personale) non può giustificare la violenza di tanti. Né può mettere in dubbio l’ispirazione fortemente liberale e democratica del centrodestra. Nessuno sul punto può insegnare niente all’altro. Non certo la sinistra estrema, che affonda le proprie radici nel comunismo stalinista, autoritario e repressivo, che tutt’oggi vediamo all’opera in paesi come la Cina e Cuba, o addirittura in Birmania. E che trova lampanti esempi anche nel nostro paese, in vili aggressioni violente che nulla hanno a che vedere con la democrazia e il confronto civile e democratico.
E allora? Allora è necessario riflettere. O qui iniziamo a riconoscere la legittimità democratica di tutte le idee e le si rispetta, e si rispetta pure coloro i quali le esprimono, oppure il rischio è che qualcuno prima o poi prenda davvero sul serio le cazzate sparate del politico di turno e disotterri l’ascia di guerra. Di matti in giro ce ne sono tanti… forse troppi!
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Salvatore
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