Era ora che qualcosa si muovesse su questo fronte. Con la scusa che le compagnie telefoniche non possono controllare l’utilizzo dei “numeri speciali” (quelli per intenderci che effettuano connessioni a internet tramite chiamate internazionali supersalate), declinano ogni responsabilità e battono arrogantemente cassa, con minacce altrettanto arroganti di esecuzione forzata e di sospensione della linea telefonica, presso gli ignari consumatori che si vedono recapitati bollette stratosferiche gonfiate con chiamate che non hanno mai fatto volontariamente.
E’ toccato alla Telecom (fonte: Ansa). L’antitrust non ha accolto le sue scuse e tacciandola di comportamenti contrari alla diligenza, le ha imposto una multa di 300.000 euro circa, assieme ad altre società commerciali che tramite i loro siti, installavano dialers nei pc degli utenti che si collegavano.
Una vera “truffa” (si parla invero di “pratiche commerciali scorrette”) ai danni del consumatore, come ormai siamo abituati a vedere da anni, e con scarse possibilità per lo stesso consumatore di dimostrare che quei numeri non erano stati composti volontariamente, ma erano frutto di una manipolazione della connessione internet. E in un mondo dove l’utente non necessariamente è esperto di informatica, che la manipolazione ci stia tutta è fuor di dubbio.
Come ho detto, Telecom respinge ogni addebito e ha già annunciato ricorso al TAR. Secondo la società telefonica, infatti, non è tecnicamente possibile distinguere tra chiamate internazionali volontarie e chiamate internazionali coatte, cioè composte tramite un software dialer che devia dal numero nazionale di connessione a un numero internazionale.
E’ vero: non v’è possibilità, ma chiaramente la Telecom (come ogni altra compagnia telefonica), dovrebbe sapere che esistono dei filtri che possono essere imposti a priori sulle utenze telefoniche (esempio il blocco preventivo e di default delle chiamate internazionali e dei numeri speciali, esclusi i numeri verdi); soprattutto, dovrebbe sapere che quando un utente fa una prima connessione internazionale su un numero speciale, la diligenza della compagnia avrebbe dovuto imporre (e dovrebbe imporre!) che quell’utente venga immediatamente contattato per notificargli la chiamata, affinché egli venga reso consapevole che ha effettuato una chiamata non convenzionale.
Ma tant’è che Telecom non ha alcun tipo di convenienza a porre in essere una simile politica, contraria – come si sa – alla pratica del profitto. Perché è ovvio che la compagnia ci guadagna dai dialers; almeno in percentuale sulle chiamate effettuate. E a nulla vale la difesa dell’aver avviato una campagna di avviso e sensibilizzazione sul problema, poiché – come tutte le campagne – non sempre vengono seguite e ascoltate, e la gente continua suo malgrado a cascare in questi beceri tranelli, alla quale peraltro v’è da aggiungere la beffarda insistenza di Telecom al saldo del conto, con le minacce più sopra anzidette, che denotano non solo scarsa sensibilità sulla problematica, ma anche intenzione a trarre il massimo profitto da una situazione di disagio dell’utente. Una compagnia davvero vicina ai suoi utenti dovrebbe – quando accadono simili casi – stare vicino all’utente colpito e prima di richiedere il pagamento di somme esose, effettuare un’indagine seria sui fatti, all’esito della quale dovrebbe o confermare la richiesta (se il collegamento è risultato volontario), ovvero – come nella stragrande maggioranza dei casi – annullare il debito, magari istituendo un’assicurazione o un fondo di garanzia che copra eventualmente le somme indebitamente percepite da queste compagnie truffaldine.
Naturalmente, aspettarsi simili comportamenti “umani” da parte di un colosso delle telecomunicazioni, è come aspettare che il fico fiorisca. Ecco perché è opportuno che vi sia un energico intervento legislativo volto a impedire siffatte pratiche commerciali scorrette, prevedendo pure specifiche norme penali a carico dei diretti responsabili e l’automatico annullamento di qualunque debito a carico dell’utente. Ovviamente, non prima che gli organi competenti abbiano effettuato le dovute indagini sul fatto concreto, affinché la repressione di una truffa non venga utilizzata per porre in essere altre truffe, questa volta da parte di utenti spregiudicati.
Nota: sei vuoi saperne di più sui dialer o sei stato colpito dai dialer, ecco un’interessante GUIDA.









0 Commenti • Commenta anche tu!
Nessun Commento ancora. Vuoi essere il primo?