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D’Alema: un CLN antiberlusconiano. Intanto il Premier vola alto nei sondaggi

2 31 gennaio 2011 | Politica | Permalink

Nonostante Ruby e il presunto scandalo, Berlusconi risulta ancora il politico più gradito dagli italiani. Vediamo un po’ gli ultimi sondaggi fatti dai diversi istituti di ricerca, sia amici che nemici. Partiamo con IPR Marketing (solitamente usato da «La Repubblica»). Ebbene secondo questo istituto di statistica, la fiducia in Berlusconi vola al 54% e il consenso per il PDL è al 32%, mentre la coalizione con la Lega si assesta intorno al 46%. Non dissimili i dati di IPSOS, secondo i quali il Cavaliere ha un consenso personale del 52,5%, mentre il PDL si assesta al 30,5% e la coalizione (con la Lega) al 44,5 %. Infine Euromedia, per la quale, il Premier ha un consenso personale del 54%, il PDL otterrebbe un consenso intorno al 31,5%, mentre la coalizione il 45 %.
Risultati assolutamente incoraggianti che suggeriscono la verità dietro le roboanti parole di «al voto!, al voto!» di Casini, Rutelli, Fini e Bersani. Il terrore profondo per i quattro cavalieri della partitocrazia italiana di confrontarsi con le urne che li vedrebbe nettamente sconfitti, sancendo la morte prematura del Terzo Polo e l’ennesima sconfitta per la sinistra bocciofila. Del resto, le operazioni di palazzo non sono mai state ben viste dagli italiani, soprattutto di centrodestra, ed è indubbio che quella dei quattro è macroscopicamente un’operazione che nulla ha a che vedere con il consenso elettorale e che ha come unico fine (viste le abissali distanze programmatiche fra i quattro) di sconfiggere Berlusconi ed eliminarlo dalla scena politica, magari con la santa manina della presunta magistratura rossa.
E che sia una mera operazione di palazzo quella contro Berlusconi lo dimostra anche l’appello di D’Alema di ieri. Baffino – alimentato dal suo ego di maître à penser della sinistra progressista – ha chiamato a raccolta tutte le forze politiche oppositrici, per la costituzione di un CLN contro Berlusconi. Non sfugge in questa «chiamata alle armi» il vizio tipico del comunista antifascista: la fissa per i comitati di liberazione di togliattiana memoria. Solo che qui non c’è nessun fascismo da sconfiggere, bensì un Presidente del Consiglio e una forza politica che ha ottenuto il consenso elettorale che Baffino & C. non sono mai riusciti a raccogliere, e che ora gli vorrebbero strappare unendo alla bell’e meglio con nastro adesivo e colla vinilica l’ennesima armata brancaleonesca del «tutti insieme appassionatamente, purché si vinca anche se si perderà».
Ma, e il programma? Ancora una volta nessun programma elettorale. Nessuna offerta concreta agli italiani, salvo l’unico prodotto disponibile, ormai scaduto da tempo: sconfiggere Berlusconi. E per arrivarci, i nostri «eroi» sono disponibili a tutto: anche ad avere – per dirla con Di Pietro (il quale, per la cronaca, respinge l’idea) – «rapporti contro natura». Perché è indubbio che questi rapporti ci siano. Unire D’Alema e Casini, Rutelli e Vendola, Cesa e Di Pietro mi pare un’azione da pervertiti della politica. Mi pare l’azione dei classici disperati… di chi avendo poco in mano cerca di unirlo a quello degli altri per fare somma. Somma e basta.
Ecco dunque che la politica italiana diventa un’espressione matematica, un’operazione di somma di voti. Quanti ne hai tu? Cento comunisti. E tu? Mille giustizialisti. E tu? Duemila moderati. Bene, abbiamo tremilacento voti misti. Quanti ne ha Berlusconi? Tremila moderati. Benissimo riusciamo a prendere il Palazzo… Giusto, dico io. Ma dopo? Dopo la vittoria di Pirro? Cosa accadrebbe? Il caos. Perché non è sufficiente vincere in una competizione elettorale, ma è necessario governare. E l’armata brancaleone che alimenta i sogni dalemiani non riuscirebbe a governare neanche il bagno di Palazzo Chigi senza che le forze del cosiddetto CLN si scannino a vicenda, figuriamoci l’intero paese!
Possiamo stare tranquilli allora? Ci sarà comunque la Santa Alleanza dei pastrocchi politici? Io credo proprio di no. Come anticipavo prima, Di Pietro se ne tira fuori (almeno a parole). Mentre Vendola è titubante. Entrambi hanno un ego sufficientemente grande da indurli a credersi sullo stesso livello di consenso di Berlusconi. Fortuna nostra. Mentre per quanto riguarda Fini, Rutelli e Casini, i tre in verità non vogliono alcuna elezione; anzi ne sono autenticamente terrorizzati. In particolare Fini: conosco un po’ di gente che avendolo votato per anni, non vede l’ora di recarsi alle urne per dimostrargli tutto «l’affetto» che ancora prova per lui. In verità, quella dei tre è solo un’astuta strategia politica, volta a dare l’impressione ai propri (pochi) sostenitori che se si andasse ora alle elezioni, vincerebbero. Miseri loro – dico io – che batosta avrebbero se gli italiani venissero chiamati ora a pronunciarsi!

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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  • OkNo
  • http://marmando.blogspot.com/ Marmando

    L’elettorato italiano si confermerebbe migliore della propria classe politica.
    Infatti, nonostante le tempeste giudiziarie, in maggioranza è disposto a sostenere il CDX, unica parte politica con una guida, un progetto per il paese, e sufficente coesione interna per cercare di realizzarlo.
    Sono sicuro che anche molti di quelli che votano Berlusconi vorrebbero un leader alternativo, ma vorrebbero anche che il destino di Berlusconi stesso sia deciso dalle urne, e non dentro il palazzo.

    P.S.
    Ti aggiungo ai miei link preferiti : )

    • Il Jester

      Chiaramente concordo. A dispetto di quanto può emergere in questo blog, il sottoscritto non è berlusconiano, ma si rende perfettamente conto che Berlusconi ha comunque innovato il sentire della politica italiana, e non vi è una credibile alternativa (a destra) rispetto a Berlusconi. In questo senso, Fini non è certamente un suo degno successore. Tutt’altro…
      Il pericolo piuttosto è che Berlusconi non pensi troppo al futuro del centrodestra e si concentri essenzialmente sui suoi attuali problemi. L’eredità è un elemento essenziale. Non può lasciare l’area moderata agli sciacalli di turno.
      Ti ringrazio per aver inserito Il Jester tra i tuoi link preferiti! ;)

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