<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il Jester &#187; Giustizia</title>
	<atom:link href="http://www.iljester.it/category/societa/giustizia-societa/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.iljester.it</link>
	<description>Blog Spoliticamente Corretto</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Sep 2010 08:05:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Il dramma di Sakineh, rea di aver tradito</title>
		<link>http://www.iljester.it/il-dramma-di-sakineh-rea-di-aver-tradito.html</link>
		<comments>http://www.iljester.it/il-dramma-di-sakineh-rea-di-aver-tradito.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 07:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ahamadinejad]]></category>
		<category><![CDATA[ayatollah]]></category>
		<category><![CDATA[Centrali Atomiche]]></category>
		<category><![CDATA[condanna a morte]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[lapidazione]]></category>
		<category><![CDATA[missili atomici]]></category>
		<category><![CDATA[regime islamico]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Islamica]]></category>
		<category><![CDATA[sakineh]]></category>
		<category><![CDATA[sakineh mohammadi ashtiani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7612</guid>
		<description><![CDATA[Dopo qualche mese, anche Il Jester prende posizione in relazione alla condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione dal tribunale iraniano per &#8211; sentite qui &#8211; adulterio, al quale stranamente si aggiunge il delitto di concorso in omicidio. Il tutto avvenuto nel lontano 2006, quando la donna venne arrestata e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/09/images.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7613" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px; height: auto;" title="images" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/09/images.jpg" alt="" width="200" height="184" /></a>Dopo qualche mese, anche Il Jester prende posizione in relazione alla condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione dal tribunale iraniano per &#8211; sentite qui &#8211; adulterio, al quale stranamente si aggiunge il delitto di concorso in omicidio. Il tutto avvenuto nel lontano 2006, quando la donna venne arrestata e poi &#8211; dopo diverse torture &#8211; costretta a confessare.<br />
Perché prende posizione? Prende posizione per cinque motivi fondamentali. Primo: Sakineh è stata condannata per un reato davvero ridicolo: adulterio. Un reato che in un paese civile neanche esiste. Secondo: questo reato è altamente discriminatorio, perché è molto più duro per le donne nei regimi islamici. Terzo: il suo presunto complice in adulterio e omicidio è stato condannato al carcere, ma non all&#8217;esecuzione capitale. Quarto: non v&#8217;è certezza sulla responsabilità di Sakineh, viste le scarse garanzie costituzionali e processuali che la legge islamica iraniana concede alle donne e in generale a chi è accusato di un qualche reato. Quinto: premettendo che qualsiasi metodo di esecuzione capitale è un metodo barbaro, la lapidazione è più che barbaro, è animalesco e atroce.<br />
Davanti a queste considerazioni, difficilmente si può accettare con serenità l&#8217;omicidio &#8211; perché è questo in fondo &#8211; di Sakineh Mohammadi Ashtiani. Ecco perché il mondo oggi si mobilita e le diplomazie internazionali lavorano incessantemente per salvarle la vita, nonostante nel braccio della morte iraniano ci siano &#8211; ricordiamolo &#8211; decine di donne, condannate alla medesima atroce pena. Sakineh è il loro simbolo, ed è il simbolo di un martirio in un regime sanguinario e violento che, nascondendosi dietro precetti religiosi concepiti nel medioevo, opprime il proprio popolo e la libertà e la dignità delle persone; in particolar modo delle donne.<br />
E&#8217; difficile, davanti a questi fatti, poi non riflettere sul pericolo che ci stiamo portando in casa nostra ogni giorno. Qualcuno oggi, in Italia, parla di tolleranza religiosa nei confronti dell&#8217;Islam, e persino nella Chiesa c&#8217;è chi incoraggia la costruzione di Moschee nel nostro paese, come se certi presagi che si verificano in paesi come l&#8217;Iran siano fatti lontani che in verità non ci toccano da vicino se non per il disturbo di aderire a una delle migliaia petizioni online per salvare la vita a una donna che pochi conoscono. Eppure, è sufficiente scaricare da internet la Costituzione della Repubblica Islamica iraniana per capire esattamente come vengono intesi i diritti umani (compreso il diritto di libertà religiosa) in quel paese. E&#8217; sufficiente vedere l&#8217;arroganza con la quale Ahamadinejad sfida il mondo, costruendo in barba ai moniti dell&#8217;ONU, centrali nucleari che poi saranno utilizzate (se già non lo sono) per costruire missili atomici con i quali non ha mai nascosto il desiderio di spazzare via Israele dalla faccia del pianeta. E&#8217; sufficiente osservare come viene trattata l&#8217;opposizione politica in quel paese, per capire meglio il concetto di capo e dittatore di cui i nostri politici nostrani si riempiono la bocca a sproposito per accusare Berlusconi di ogni più nefando fatto.<br />
Sakineh è il simbolo di tutto questo. E&#8217; il simbolo di una civilità &#8211; quella degli uomini liberi &#8211; che non tollera più i soprusi del dittatorello di turno che gioca con la vita delle persone e di interi popoli, consapevole che nessuno lo punirà per i crimini che commette. Ecco perché il Mondo occidentale dovrebbe andare oltre i banali appelli. I paesi come l&#8217;Iran stanno oltrepassando da tempo i limiti della tolleranza, sebbene questa storia puzzi di &#8220;ricatto&#8221;. Già! E&#8217; curioso come il problema di Sakineh (che esiste davvero) comunque sia stato riportato in vita proprio di questi tempi, quando vi è attrito tra la Comunità internazionale e il regime degli Ayatollah, per la costruzione delle centrali nucleari. Sono quasi dell&#8217;idea che la povera donna oggi sia la &#8220;merce&#8221; con la quale il governo di Ahmadinejad intende ricattare il mondo occidentale: o non mi rompete e mi lasciate costruire le mie centrali oppure noi lapidiamo la donna e con lei tutte le altre che tradiscono il marito, sembrerebbe dire beffardamente.<br />
Improbabile? Forse sì. Davvero la vita di pochi essere umani vale quella di un intero popolo messo in pericolo dai presunti missili atomici degli iraniani? A voi l&#8217;ardua risposta!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljester.it/il-dramma-di-sakineh-rea-di-aver-tradito.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ecco spiegato il &#8220;condono&#8221; alla Mondadori</title>
		<link>http://www.iljester.it/ecco-spiegato-il-condono-alla-mondadori.html</link>
		<comments>http://www.iljester.it/ecco-spiegato-il-condono-alla-mondadori.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 15:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[commissione tributaria]]></category>
		<category><![CDATA[contenzioso tributario]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[norma ad aziendam]]></category>
		<category><![CDATA[norma ad personam]]></category>
		<category><![CDATA[segrate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7531</guid>
		<description><![CDATA[In queste settimane si è parlato parecchio della cosiddetta legge ad aziendam, e cioè della legge che permetterebbe alla Mondadori, di proprietà berlusconiana, di chiudere un vecchio contenzioso con lo Stato italiano del valore di circa 350 milioni di euro, risalente al 1991, con il pagamento di una sanzione di &#8220;appena&#8221; 8,6 milioni di euro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/08/GiornataFAIPrimavera_PalazzoMondadori.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-7532" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px; height: auto;" title="Mondadori" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/08/GiornataFAIPrimavera_PalazzoMondadori.gif" alt="" width="200" /></a>In queste settimane si è parlato parecchio della cosiddetta legge <em>ad aziendam</em>, e cioè della legge che permetterebbe alla Mondadori, di proprietà berlusconiana, di chiudere un vecchio contenzioso con lo Stato italiano del valore di circa 350 milioni di euro, risalente al 1991, con il pagamento di una sanzione di &#8220;appena&#8221; 8,6 milioni di euro. Chi eventualmente ha appreso la notizia dai giornaletti antiberlusconiani probabilmente è rimasto scandalizzato, e sarà rimasto indignato per l&#8217;ennesimo e presunto tentativo del Cavaliere di agevolare le sue aziende. Eppure, ai più sfugge la logica del perché questo provvedimento esiste.<br />
A leggere il fondo del 19 agosto di Giannini, su Repubblica, sembra che la questione sia un vero e proprio scempio delle leggi e del diritto, del libero mercato e delle norme morali. Peccato che lo stesso Giannini però non spiega in modo preciso la ratio della norma di legge. Egli non dice esattamente qual è la logica che ha seguito il nostro legislatore. Al giornalista di Repubblica interessa solo focalizzare l&#8217;attenzione del lettore sul sillogismo &#8220;legge mondadori&#8221; uguale &#8220;legge ad personam&#8221; uguale &#8220;legge ad aziendam&#8221;. E del resto è significativa la melodrammatica conclusione del suo pistolotto repubblicista: &#8220;<em>È tutto agli atti. Una sola domanda: di fronte a un simile sfregio delle norme del diritto, un simile spregio dei principi del mercato e un simile spreco di denaro pubblico, ci si chiede come possano tacere le istituzioni, le forze politiche, le Confindustrie, gli organi di informazione. Possibile che &#8220;ad personam&#8221;, o &#8220;ad aziendam&#8221;, sia ormai diventata un&#8217;intera nazione?</em>&#8220;.<br />
Già, è tutto agli atti, mi verrebbe da rispondergli, e diritto per diritto, legge per legge, dovrei anche rispondergli che la legge in questione fa risparmiare un bel po&#8217; di milioni di spese legali allo Stato italiano da una parte, e dall&#8217;altra gli fa incassare dei soldi che probabilmente non avrebbe neanche mai visto.<br />
Ma andiamo con ordine. Premetto che nel 1992 la legge 545 ha soppresso la Commissione Tributaria Centrale con sede in Roma. Pertanto oggi, per i ricorsi tributari, esistono solo due gradi di giudizio più il ricorso in Cassazione per questioni di legittimità. Ebbene, la Mondadori, come molte altre migliaia di aziende, nel 1991, a seguito di alcuni accertamenti fiscali che le imposero il pagamento di 200 miliardi di lire di tasse &#8220;evase&#8221;, fece ricorso davanti ai giudici tributari, i quali, nei primi due gradi di giudizio, diedero ragione a Segrate: la Mondadori non deve nulla allo Stato. Anzi, visto che vinse i ricorsi, lo Stato venne condannato a dover pagare le relative spese del giudizio.<br />
Una bella fregatura verrebbe da dire. Senonché l&#8217;Agenzia delle Entrate, nel 2008, sotto il governo berlusconiano, decide di tentare l&#8217;ultima carta: il ricorso in Cassazione per motivi di legittimità. Ora io vi risparmio le motivazioni del ricorso, fosse solo che spesso e volentieri questi ricorsi non finiscono mai bene per il ricorrente, soprattutto davanti a due vittorie consecutive della parte resistente. Ma tant&#8217;è che siccome il ricorrente nel caso Mondadori è lo Stato, i denari per il ricorso appartengono alla collettività, per cui ai vari dirigenti e funzionari Statali non frega nulla di spenderli, anche davanti a una probabile soccombenza.<br />
Ecco dunque che arriviamo al presente e alla famigerata norma <em>ad aziendam</em>. Cosa fa precisamente il Governo Berlusconi? Semplice: constatando che esistono davanti alla Corte di Cassazione migliaia e migliaia di ricorsi tributari pendenti che rischiano non solo di ingolfare la giustizia di legittimità ma anche di esporre l&#8217;amministrazione pubblica a pericolose conferme dei giudizi precedentemente vinti dai cittadini accusati di evasione, decide di emanare una norma ben precisa: tu, cittadino italiano evasore o presunto tale, puoi liberarti del ricorso in Cassazione e del contenzioso, pagando il 5% del dovuto. Ma attenzione: potrai usufruire di questa agevolazione solo se hai vinto i due precedenti gradi di giudizio. Altrimenti, sei fuori dal &#8220;patto&#8221;. Una norma semplice, dunque. Cristallina nella ratio, visto che permette allo Stato di recuperare facilmente del denaro che difficilmente avrebbe potuto recuperare con due giudizi nei quali è risultato palesemente soccombente, risparmiandosi peraltro le probabili spese del giudizio di una terza soccombenza. La norma peraltro appare abbastanza equilibrata, riservando la facoltà di scelta solo a chi ha prevalso nei due giudizi di merito, e che per questo ha ottime chance di prevalere anche nel terzo giudizio.<br />
Ora, chiamare questa legge <em>ad aziendam</em>, mi pare francamente ridicolo. Se davvero Berlusconi avesse voluto agevolare la Mondadori, sarebbe stato molto più semplice per lui, in qualità di capo del Governo, impartire una direttiva, anche tramite i vari funzionari ministeriali o il Ministro dell&#8217;Economia, di rinunziare al ricorso in Cassazione. Perché &#8220;sputtanarsi&#8221; con una norma che sicuramente l&#8217;avrebbe esposto &#8211; come lo ha esposto &#8211; al fango dell&#8217;informazione antiberlusconiana? Dalle parti di Repubblica, infatti, non attendono altro, e come volevasi dimostrare&#8230;<br />
Ciò detto, mi chiedo poi che scrivono quelli di Ezio Mauro. Loro dovrebbero essere i primi a scongiurare la condanna di Mondadori per il pagamento di 350 milioni di euro, visto che un eventuale fallimento dell&#8217;azienda per insolvenza (350 milioni di euro non sono bruscolini), potrebbe impedire alla CIR di De Benedetti di incassare i suoi 700 milioni da Segrate. In verità, la mia impressione è sempre la stessa: ad alcuni non frega nulla se poi una grande e gloriosa azienda come la Mondadori crolla e mette sulla strada migliaia di dipendenti, se questo può servire ad annullare il &#8220;caimano&#8221;. Il che mi fa credere che la cosiddetta guerra di Segrate, in tutta onestà, non sia mai terminata.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljester.it/ecco-spiegato-il-condono-alla-mondadori.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aggressione Berlusconi: la motivazione del giudice</title>
		<link>http://www.iljester.it/aggressione-berlusconi-la-motivazione-del-giudice.html</link>
		<comments>http://www.iljester.it/aggressione-berlusconi-la-motivazione-del-giudice.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 16:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[aggressione berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[assolto tartaglia]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione assoluzione tartaglia]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione tartaglia]]></category>
		<category><![CDATA[statuetta berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[tartaglia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7404</guid>
		<description><![CDATA[Lascia perplessi la motivazione della sentenza del giudice che ha &#8220;assolto&#8221; Tartaglia per il lancio della statuetta che ferì Berlusconi. Ricordiamo che l&#8217;uomo qualche mese fa venne dichiarato incapace di intendere e di volere, venendo di fatto assolto dall&#8217;accusa. Ebbene, a quanto pare l&#8217;aggressione di Tartaglia, con il lancio della statuetta, &#8220;sarebbe stata acutizzata dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2009/12/berlusconi_colpito_tg3-400x300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4990" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="berlusconi_colpito_tg3--400x300" src="http://www.iljester.it/wp-content/2009/12/berlusconi_colpito_tg3-400x300.jpg" alt="" width="207" height="155" /></a>Lascia perplessi la motivazione della sentenza del giudice che ha &#8220;assolto&#8221; Tartaglia per il lancio della statuetta che ferì Berlusconi. Ricordiamo che l&#8217;uomo qualche mese fa venne dichiarato incapace di intendere e di volere, venendo di fatto assolto dall&#8217;accusa. Ebbene, a quanto pare l&#8217;aggressione di Tartaglia, con il lancio della statuetta, &#8220;<em>sarebbe stata acutizzata dal contenuto dei discorsi ascoltati</em>&#8220;. In altre parole il clima di tensione di quella sera, secondo il giudice, &#8220;<em>ha determinato una situazione di conflittualità che ha avuto effetti  scatenanti di impulsi etero aggressivi da parte di Tartaglia</em>&#8220;.<br />
Capito? Dalla motivazione si desume che il comportamento di Tartaglia, già provato psichicamente, è stato &#8211; diciamo &#8211; determinato da una situazione esterna. In parole povere, la causa della sua decisione di scagliare la statuetta contro il Premier è scaturita dai discorsi del Premier i quali hanno scatenato nell&#8217;uomo l&#8217;istinto violento. Certo, il giudice ha ritenuto comunque grave il gesto di Tartaglia, ma ha tentato di inquadrarlo in un contesto nel quale il suo precario equilibrio psichico era stato definitivamente compromesso da un clima di tensione e dalle parole di Berlusconi. Si legge infatti che &#8220;<em>la presenza di una folla tumultuosa (sia di supporter che di soggetti  critici rispetto al Presidente del consiglio) ha prodotto, in una  combinazione fattuale psichica, una sorta di blackout mentale  dell’imputato</em>&#8220;.<br />
Ora, vi renderete conto che questa è una motivazione che lascia fortemente perplessi, soprattutto nella parte in cui afferma che la situazione precaria di Tartaglia sarebbe stata acutizzata dai discorsi ascoltati. Certo è che se i discorsi sono quelli del Premier, possiamo benissimo affermare che siamo davvero messi bene! Manco se Berlusconi avesse inneggiato alla violenza, avesse proposto la discriminazione razziale, avesse incitato all&#8217;odio o avesse minacciato azioni violente o colpi di Stato!<br />
Ma va bene. Trattasi di una persona con problemi psichici. Eppure, nonostante questo, la sentenza meriterebbe una critica poiché appare poco chiara. Se ci fermiamo a riflettere, emerge infatti che con questo genere di motivazione la responsabilità dell&#8217;azione aggressiva a Berlusconi potrebbe essere fraintesa e riferita sostanzialmente allo stesso Berlusconi e magari ai suoi comizi: egli, con il suo comizio, avrebbe infatti determinato una situazione di conflittualità che ha causato gli impulsi aggressivi di Tartaglia, complice anche il clima di tensione e il suo stato psichico. Pertanto, visto l&#8217;epilolgo, Berlusconi avrebbe dovuto (e magari dovrebbe) astenersi dal fare comizi e parlare ai propri elettori, perché potrebbe concretamente capitare che uno squilibrato prenda un&#8217;accetta o una pistola e gli spari.<br />
Fossi stato nel giudice, sarei stato più cauto: mi sarei limitato a rilevare la incapacità di intendere e di volere del reo, basandomi sul suo stato psichico acclarato e dichiarando che andava per questo assolto. Ma certo non mi sarei avventurato nel ricercare le cause dell&#8217;aggressione in comportamenti e atteggiamenti altrui che rientrano perfettamente nell&#8217;esercizio dei legittimi diritti costituzionalmente garantiti. Altrimenti, se chiunque venisse giustificato per le azioni che compie in base alle &#8220;provocazioni&#8221; subìte (le quali &#8211; in alcuni casi &#8211; potrebbero al massimo costituire un&#8217;attenuante, ma non l&#8217;esimente) o al generale clima di tensione in cui si trova, allora anche lo stupratore potrebbe essere giustificato e assolto, perché indotto allo stupro dalla sua libido incontrollata e dal fisico avvenente, dal modo di vestire succinto o dal comportamento sessualmente disinibito dell&#8217;aggredita. O andrebbe giustificato il vicino di casa esasperato, per l&#8217;omicidio commesso ai danni dell&#8217;altro che l&#8217;aveva provocato con i dispettucci di confine. Certo, come è intuibile, l&#8217;infermità di mente potrebbe essere indotta dall&#8217;una o dall&#8217;altra causa: l&#8217;esasperazione potrebbe davvero creare un black-out mentale, così come potrebbe provocarlo una libido incontrollata, ma dobbiamo stare attenti a come rappresentiamo i fatti in una motivazione. Indubbiamente Tartaglia &#8211; a dispetto di quanto dicono molti commentatori di centrodestra &#8211; ha compiuto il gesto inconsulto perché davvero incapace di intendere e di volere, ma il giudice avrebbe dovuto &#8211; a mio avviso &#8211; evitare di rapportare questa infermità a comportamenti che non potrebbero mai giustificare la commissione di un qualsivoglia delitto. Il comportamento disturbato del reo sarebbe stato di per sé sufficiente a escludere la colpevolezza senza connetterlo a elementi esterni del tutto irrilevanti, che potrebbero in futuro dare adito a facili ed equivoche interpretazioni assai pregiudizievoli per la sicurezza dei cittadini nell&#8217;esercizio dei loro legittimi diritti.<br />
Indubbiamente le sentenze si rispettano (il che non esclude la legittima critica), e benché giuridicamente quella a favore di Tartaglia appaia condivisibile, ponendosi peraltro come scelta obbligata. Politicamente la sua portata avrebbe dovuto essere maggiormente ponderata per le ovvie conseguenze che da una sua lettura distorta potrebbero scaturire. Come in effetti è accaduto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">la presenza di una folla tumultuosa (sia di supporter che di soggetti  critici rispetto al Presidente del consiglio) ha prodotto, in una  combinazione fattuale psichica, una sorta di blackout mentale  dell’imputato</p>
<div style="overflow: hidden; color: #000000; background-color: transparent; text-align: left; text-decoration: none; border: medium none;">Read more: <a style="color: #003399;" href="http://www.atuttadestra.net/?p=23409#ixzz0w1qrhMAF">http://www.atuttadestra.net/?p=23409#ixzz0w1qrhMAF</a></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljester.it/aggressione-berlusconi-la-motivazione-del-giudice.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fini minaccia querele contro Il Giornale</title>
		<link>http://www.iljester.it/fini-minaccia-querele-contro-il-giornale.html</link>
		<comments>http://www.iljester.it/fini-minaccia-querele-contro-il-giornale.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 09:33:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[AN]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[casa monegasca]]></category>
		<category><![CDATA[diritto di opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Fini]]></category>
		<category><![CDATA[futuro e libertà]]></category>
		<category><![CDATA[il fatto]]></category>
		<category><![CDATA[il giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Libero]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di informazione]]></category>
		<category><![CDATA[montecarlo]]></category>
		<category><![CDATA[presidente fini]]></category>
		<category><![CDATA[principato di monaco]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7363</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;ho sempre detto io: il vero male della libertà di stampa e di opinione in Italia non è una qualsivoglia legge sulle intercettazioni, dai buonisti della sinistra appellata come &#8220;legge bavaglio&#8221;, ma è il mal di querela. Il male, cioè, di ridurre il tutto a una banale disputa giudiziaria e a un procedimento penale, quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2009/05/feltri-776037.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2921" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="feltri-776037" src="http://www.iljester.it/wp-content/2009/05/feltri-776037.jpg" alt="" width="203" height="203" /></a>L&#8217;ho sempre detto io: il vero male della libertà di stampa e di opinione in Italia non è una qualsivoglia legge sulle intercettazioni, dai buonisti della sinistra appellata come &#8220;legge bavaglio&#8221;, ma è il mal di querela. Il male, cioè, di ridurre il tutto a una banale disputa giudiziaria e a un procedimento penale, quando le cose dette dai giornali sono scomode o non garbano. Non c&#8217;è politico che non ne abbia usufruito, soprattutto a sinistra. E oggi tocca nuovamente a Fini, il quale &#8211; sentitosi diffamato per l&#8217;inchiesta de Il Giornale sull&#8217;appartamento di Montecarlo ereditato da AN per la benevolenza di una militante &#8211; <a href="http://www.libero-news.it/news/463876/Fini_attacca__ma_non_risponde_.html">minaccia querela contro Vittorio Feltri</a>, il quale però, a stretto giro di posta, dichiara che &#8220;ride bene chi ride ultimo&#8221;.<br />
Sta di fatto che il Presidente della Camera &#8211; a quanto si intuisce leggendo i quotidiani &#8211; non intende farla passare liscia al direttore del giornale berlusconiano. Infatti &#8211; tramite il suo portavoce &#8211; smentisce le rivelazioni del giornale di Feltri, e ritiene diffamante quanto asserito nei suoi articoli. Però, un però c&#8217;è. Io ho letto quegli articoli, e non so davvero se quanto riportato sia vero oppure falso; non ho gli elementi per giudicare e non ho neanche intenzione di occuparmi della sostanza della storia, ma è indubbio che Fini, anziché querelare e prestarsi a una grande contraddizione &#8211; quella di criticare la legge bavaglio e ritenere che i personaggi pubblici non abbiano una privacy davanti a fatti che li pongono dinanzi a delle responsabilità &#8211; dovrebbe dare delle risposte chiare e inequivocabili. Dovrebbe, in altre parole, dire esattamente come stanno le cose e offrire a noi elettori d&#8217;area e lettori delle ragionevoli giustificazioni su quanto accaduto a Montecarlo, affinché il dubbio instillatoci da Feltri venga dissipato.<br />
E invece nulla! Fini minaccia le querele, ma tace sulla vicenda. Ci lascia il dilemma, e intanto Feltri affonda, con o senza il concorso degli altri quotidiani. Non a caso, facendo un breve escursus sulle terre del Corriere della Sera, Repubblica e Il Fatto, c&#8217;è da dire che il primo dedica un pezzo alla vicenda, il secondo è praticamente silente, il terzo riconosce la notizia ma ovviamente ritiene si tratti di un attacco mediatico a Fini per aver rotto con Berlusconi. Una vera cappa di omertà che lascia non poche perplessità sul significato in Italia della libertà di stampa e sul diritto all&#8217;informazione.<br />
Ma facciamo un breve ragionamento. In Italia &#8211; ormai è assodato &#8211; esistono due tipi di informazione: quella antiberlusconiana e quella proberlusconiana. La prima è sempre legittima e rappresenta l&#8217;autentica libertà di espressione del cittadino e il suo diritto a essere informato senza bavagli e senza ostacoli; la seconda non ha invece alcun diritto di cittadinanza, poiché è becera espressione della cappa mediatica imposta dal Premier. Chi la fomenta e la scrive è un lacchè di Berlusconi, è un suo servo ed è un prezzolato senza alcuna moralità. Così ecco che se le vicende poco chiare riguardano Scajola o Bertolaso, due uomini vicini al Premier&#8230; o il Premier stesso, le notizie meritano la massima attenzione e il massimo risalto, e i giornali che le riportano in ogni dettaglio (compreso quello giudiziario) sono autentici organi che fanno informazione libera. Qualsiasi querela proposta contro di loro è un attentato alla libertà di informazione; come lo è, del resto, una legge che vuole semplicemente limitare l&#8217;abuso delle intercettazioni nei giornali. Diverso il discorso &#8211; e direi opposto &#8211; se le vicende poco chiare toccano personaggi politici antiberlusconiani o comunque non berlusconiani, o che rompono con Berlusconi. Ebbene, ogni notizia che riguarda queste vicende e i suoi protagonisti, è (sempre) frutto di una macchinazione e di un attacco mediatico contro colui o coloro che si oppongono al Cavaliere Nero; è un&#8217;insulsaggine che non ha nulla a che vedere con il diritto all&#8217;informazione&#8230; anzi, è proprio la  mortificazione della libertà di informazione.<br />
Capito? Due pesi e due misure: un dogma. Feltri è solo un servo del padrone Berlusconi, Mauro invece è un giornalista libero. Padellaro e Travaglio propongono notizie, Belpietro solo spazzatura berlusconiana. Santoro fa un talk show di qualità, mentre Vespa fa semplicemente il megafono del Premier. Bianca Berlinguer fa un TG, mentre Minzolini fa l&#8217;addetto stampa di Berlusconi. Insomma, la stampa di destra o comunque la stampa non allineata alla sinistra, è sempre una stampa venduta, serva e di bassa lega; quella di sinistra è sempre libera, obiettiva e di qualità. A certificare questa idea e la dicotomia valutativa poi intervengono i sindacati della stampa, i partiti politici e i blog di sinistra, come nelle peggiori dittature mediatiche e culturali delle quali non ci accorgiamo, talmente siamo stati educati a farlo grazie a una formazione culturale dominata dalla sinistra.<br />
Tornando dunque a Fini, è incredibile come oggi la vicenda sull&#8217;appartamento monegasco che fu di AN, venga quasi taciuta e sminuita dai giornali diversi da Il Giornale e Libero; gli stessi giornali &#8211; ricordiamo &#8211; che ci hanno letteralmente martellato con le case di Scajola e Bertolaso, le vicende su Noemi Letizia, sulla D&#8217;Addario,  sulle foto di Villa Certosa, sulle dichiarazioni di Spatuzza, e oggi sulla fantomatica P3. Gli stessi giornali che oggi invece non vogliono mettere a disagio il nuovo eroe antiberlusconiano. Certo, si può benissimo intuire che la vicenda in sé potrebbe anche rivelarsi una bolla di sapone, un secondo affare Boffo andato male (e se ciò dovesse accadere, per Feltri sarebbe la fine professionale), ma è altrettanto indubbio che se il Presidente della Camera, anziché querelare, facesse una bella conferenza stampa libera, dove ogni giornalista può fare delle domande, ognuno di noi avrebbe sulla questione le idee più chiare e il diritto all&#8217;informazione libera sarebbe maggiormente garantita, come lui stesso &#8211; sono certo &#8211; vorrebbe.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljester.it/fini-minaccia-querele-contro-il-giornale.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ombra del terrorismo palestinese sulla strage di Bologna</title>
		<link>http://www.iljester.it/lombra-del-terrorismo-palestinese-sulla-strage-di-bologna.html</link>
		<comments>http://www.iljester.it/lombra-del-terrorismo-palestinese-sulla-strage-di-bologna.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 08:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Br]]></category>
		<category><![CDATA[brigatisti]]></category>
		<category><![CDATA[fioravanti]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni senzani]]></category>
		<category><![CDATA[mambro]]></category>
		<category><![CDATA[neofascismo]]></category>
		<category><![CDATA[oleodotto triste]]></category>
		<category><![CDATA[olp]]></category>
		<category><![CDATA[palestinesi]]></category>
		<category><![CDATA[senzani]]></category>
		<category><![CDATA[sinagoga parigi]]></category>
		<category><![CDATA[strage di bologna]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[urss]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7339</guid>
		<description><![CDATA[La strage di Bologna è sempre stata considerata una strage di matrice fascista. Magari con il complotto dei servizi segreti deviati e della ormai arcinota P2. Una storia questa che è assodata come verità, visto che i colpevoli sono stati arrestati e condannati, benché sempre proclamatisi innocenti. Una storia che pareva di fatto chiusa, tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/08/foto1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7340" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="foto1" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/08/foto1.jpg" alt="" width="202" height="270" /></a>La strage di Bologna è sempre stata considerata una strage di matrice fascista. Magari con il complotto dei servizi segreti deviati e della ormai arcinota P2. Una storia questa che è assodata come verità, visto che i colpevoli sono stati arrestati e condannati, benché sempre proclamatisi innocenti. Una storia che pareva di fatto chiusa, tanto che a sinistra si celebra la strage come una pagina nera (in tutti i sensi) della storia recente italiana, e come una commemorazione tipicamente rossa contro il tentativo di riportare in Italia chissà quale fascismo. Ecco però che oggi emerge una verità alternativa che lascia davvero perplessi. La strage di Bologna non è in realtà figlia del terrorismo nero, quanto di quello palestinese. Un&#8217;ipotesi suggestiva, ma che &#8211; a quanto pare &#8211; ha dei riscontri positivi.<br />
Il documento che proverebbe un collegamento tra la strage di Bologna e i palestinesi è di Giovanni Senzani (ex brigatista rosso), il quale apprese l&#8217;informazione da Abu Ijad, personaggio dell&#8217;organizzazione  palestinese, capo dell&#8217;<em>intelligence</em>, membro di Settembre Nero, responsabile della strage alle Olimpiadi di Monaco e di una serie  infinita di azioni militari. Secondo lo scritto, l&#8217;Unione Sovietica intendeva contrastare in quegli anni lì (si parla degli anni settanta e gli inizi degli ottanta) le politiche di Francia e Germania in Medioriente. Pertanto &#8211; si legge nello scritto &#8211; &#8220;<em>gli ultimi attentati in Europa</em> (<em>Sinagoga- BO e Trieste) possono essere letti in questa chiave internazionale</em>&#8220;.<br />
Orbene, è pressoché indubbio che la sigla &#8220;BO&#8221; faccia riferimento a Bologna, mentre quando si parla di Trieste ci si riferisce all&#8217;attentato all&#8217;oleodotto sul quale ben poche furono le indagini, essendo stata liquidata l&#8217;azione terroristica come di chiara natura neofascista. E per quanto riguarda la &#8220;Sinagoga&#8221;, è quasi certo che trattasi dell&#8217;attentato alla sinagoga di Parigi del 3 ottobre 1980. Insomma, da quanto emerge dallo scritto trovato in tasca di Senzani, la storia dei fatti tragici recenti italiani potrebbe davvero cambiare. Forse &#8211; e dico forse &#8211; la matrice neofascista non c&#8217;entra. Forse la verità sulla strage di Bologna deve essere ricercata nel campo avverso, o comunque in una sorta di <em>join venture</em> tra BR e terrorismo palestinese, in un contesto internazionale davvero complesso e in un periodo storico nel quale l&#8217;Italia aveva diverse sensibilità nei confronti della causa palestinese e viveva in casa propria il flagello delle falangi armate del brigatismo comunista.<br />
Certo è che se magari prima o poi emergerà qualche nuova verità scomoda sulla strage di Bologna, i nostri amici sinistri che oggi celebrano questo triste evento come il summa delle atrocità neofasciste degli anni di piombo, dovranno rivedere un po&#8217; le loro posizioni. Ma è quasi probabile che l&#8217;ipotesi che fuoriesce dallo scritto di Senzani verrà respinta con sdegno da coloro i quali oggi accolgono la storia come un dogma. Ormai quella di Bologna è una strage neofascista con complotti di P2 e servizi segreti deviati. E&#8217; difficile, a distanza di trent&#8217;anni, immaginare una verità diversa, peraltro completamente opposta (da un punto di vista ideologico) rispetto a quella che ci hanno sempre insegnato e propagandato.<br />
Quel che è certo è che personalmente non so quale delle verità proposte o assodate in un processo sia quella giusta. Da una parte abbiamo dei condannati per la strage di Bologna, dall&#8217;altra abbiamo queste ipotesi con un inequivocabile riscontro documentale. Quale che sia la verità, spetterà alla magistratura scoprirlo. Ma dubito che ciò accadrà tanto presto. Intanto, ricordiamo quei morti innocenti, che nulla c&#8217;entravano con fascisti, brigatisti, comunisti e terrorismo palestinese, e che però &#8211; per essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato &#8211; hanno pagato con la loro vita l&#8217;idiozia ideologica di questi criminali, chiunque essi siano&#8230;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.iltempo.it/interni_esteri/2010/08/02/1186339-bologna_bomba_palestinese.shtml">Il Tempo</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljester.it/lombra-del-terrorismo-palestinese-sulla-strage-di-bologna.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quando gli equilibri politici li decidono i magistrati</title>
		<link>http://www.iljester.it/quando-gli-equilibri-politici-li-decidono-i-magistrati.html</link>
		<comments>http://www.iljester.it/quando-gli-equilibri-politici-li-decidono-i-magistrati.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[art. 27 cost.]]></category>
		<category><![CDATA[centrodestra]]></category>
		<category><![CDATA[dell'utri]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[garantismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustiziaismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizialismo]]></category>
		<category><![CDATA[indagini magistrati]]></category>
		<category><![CDATA[p3]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[verdini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7292</guid>
		<description><![CDATA[In Italia siamo arrivati a questo: la politica non è più un affare di tutti i cittadini, ma lo è dei magistrati. O almeno di certa magistratura. Se un Governo non garba, non va bene, non è aderente all&#8217;ideologia o al pensare di una certa parte politica, be&#8217; allora esiste un modo per farlo &#8220;fuori&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/07/verds.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7294" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="(AGN) VERDINI SI DIMETTE DA PRESIDENTE DEL CREDITO COOPERATIVO FIORENTINO" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/07/verds.jpg" alt="" width="216" height="134" /></a>In Italia siamo arrivati a questo: la politica non è più un affare di tutti i cittadini, ma lo è dei magistrati. O almeno di certa magistratura. Se un Governo non garba, non va bene, non è aderente all&#8217;ideologia o al pensare di una certa parte politica, be&#8217; allora esiste un modo per farlo &#8220;fuori&#8221; (che non è il consulto elettorale), ed è indagare qualche suo esponente per reati che ancora non si capisce di che specie siano. Mi chiedo infatti qual è il crimine nel accertarsi se un investimento (come quello sull&#8217;eolico) debba andare a buon fine e a chi debba essere affidato, oppure se una carica deve essere affidata a un uomo di fiducia anziché a un altro. E mi chiedo dove stiano davvero i reati in un modo di fare politica che appartiene proprio alla politica, e non da oggi ma da sempre. Me lo chiedo perché nessun magistrato aveva ipotizzato una fantastica quanto improbabile P3 all&#8217;epoca della scalata Unipol-Bnl. Oggi, invece, pare che si sia scoperta l&#8217;acqua calda, e non è tanto la macchinazione in sé (il pitreismo) a destare perplessità, quanto l&#8217;eccessiva amplificazione mediatica che se ne sta dando, e a tutto vantaggio di un&#8217;opposizione inesistente e politicamente vuota.<br />
Ammesso però che ci siano delle responsabilità in queste patetiche &#8220;consorterie&#8221;, è ovvio che le stesse dovranno essere accertate, ma non capisco l&#8217;estrema esigenza di chiedere teste e dimissioni. Soprattutto non le capisco quando provengono dalla maggioranza, o comunque da certi settori della stessa, i quali &#8211; peggio dei giustizialisti dipietristi, che non conoscono un minimo di garantismo &#8211; ora sollevano un&#8217;improbabile quanto ridicola questione morale all&#8217;interno del PDL. Dov&#8217;è che stavano questi signori un anno fa? Due anni fa? Cinque anni? Dieci anni fa? Quando già la questione morale nel PDL era attualità, visto l&#8217;atteggiamento spocchioso della sinistra, che tuttora crede di essere perfetta e moralmente giusta? Dov&#8217;erano? Perché oggi, improvvisamente, si svegliano e parlano di questione morale, di esigenza di pulizia all&#8217;interno del partito?<br />
In verità, a me pare che anche questa curiosa riscoperta della moralità politica sembra sia strumentale a fare opposizione interna al PDL. Sappiamo &#8211; e questo blog l&#8217;ha detto &#8211; esiste ormai una lotta intestina all&#8217;interno del centrodestra. Fini contro Berlusconi e Berlusconi contro Fini. Quest&#8217;ultimo ha scelto un campo ben preciso: il giustizialismo, mitigato da un vago garantismo, più per opportunità politica legata a una base elettorale che giustizialista non è, che per vera vocazione garantista. Certo, adesso l&#8217;ultima di Fini è torniamo a parlarci, a rivederci e a proseguire il nostro percorso comune. Ma &#8211; mi domando &#8211; chi più ci crede? Nessuno, e non capisco perché ora abbia nuovamente cambiato idea.<br />
Sta di fatto che il clima che si è instaurato in Italia in questo costante rimbalzo tra politica e giustizia, è un clima pericolosamente giacobino, dove basta una banale delazione, un&#8217;intercettazione dalla quale emergono parole ambigue, per avviare un&#8217;indagine e cambiare gli assetti politici di un paese. Un potere troppo grande anche per un magistrato; un potere che i nostri costituenti &#8211; quelli del 1948 &#8211; avevano probabilmente previsto e scongiurato, stabilendo l&#8217;immunità di cui all&#8217;art. 68 Cost. Immunità che  &#8211; ricordo -  è stata cancellata a seguito della stagione di Mani Pulite, in una contingente esasperazione giustizialista che non ha prodotto la moralizzazione della politica, ma ha solo creato una micidiale miscela di giacobinismo e antipoliticismo, con una crescita abnorme e sproporzionata dell&#8217;influenza del potere giudiziario sulla politica.<br />
In questi venti anni si è tentato in ogni modo di tornare alla normalità, di ricreare un assetto di equilibri, a stabilire nuovi paletti nei rapporti tra giustizia e politica. Tentativi tutti puntualmente falliti. La sinistra giacobina e giustizialista, il dipietrismo e tutte le manifestazioni politiche legate al passato, a un modo di fare politica di natura autoritaria ed egemonica, non hanno permesso questo, perché avrebbe significato disarmare la mano giustizialista; avrebbe significato restituire l&#8217;Italia alla normale dialettica politica tra maggioranza e opposizione. Avrebbe significato non permettere più al primo magistrato che si sveglia alla mattina di acquisire notorietà con inchieste scandalo spesso rivelatesi negli elementi d&#8217;indagine inconsistenti. Avrebbe significato riportare la giustizia al proprio posto; a quello che la Costituzione le affida: l&#8217;applicazione della legge e non già di una qualsivoglia strategia (o ideologia) politica.<br />
Del resto, che qui nel nostro paese si viva in un clima giustizialista, dove ogni politico che non appartiene alla Santa Sinistra, è un carbonaro, un complottista, un corrotto o un mafioso, fino a instillare nella mente debole e poco attenta di molti elettori l&#8217;idea che davvero centrodestra equivalga a mafia-associazione segrete-lobby affaristiche, è dimostrato da questi episodi e da questo gramo e patetico tentativo di delegittimare una maggioranza e il suo Governo, attraverso indagini che per ora hanno davvero pochi elementi in mano e che non sono neanche partite sul serio, ma che già hanno emesso mediaticamente le loro indiscutibili condanne con tanto di dimissioni richieste, mozioni di sfiducia e commissioni d&#8217;inchiesta parlamentari. Perché in Italia oggi funziona così: l&#8217;indagine giudiziaria non è solo un&#8217;indagine, è una sentenza di condanna definitiva. E come tale richiede atti dovuti: dimissioni e magari ammissioni di responsabilità, anche quando forse non ci sono. Ecco che allora, nel nostro modo di vedere la politica, si insinua &#8211; grazie anche alle amplificazioni mediatiche di certi organi di informazione imbavagliati solo nelle proteste &#8211; uno schema mentale subdolo e pericoloso&#8230; giacobino: chi è indagato è sicuramente colpevole. Se un magistrato avvia un&#8217;indagine, evidentemente ha in mano prove incontrovertibili della colpevolezza dell&#8217;indagato. Ergo, chi è indagato è condannato e dunque è un delinquente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljester.it/quando-gli-equilibri-politici-li-decidono-i-magistrati.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le stragi del &#8217;92 e le solite contraddizioni italiane</title>
		<link>http://www.iljester.it/le-stragi-del-92-e-le-solite-contraddizioni-italiane.html</link>
		<comments>http://www.iljester.it/le-stragi-del-92-e-le-solite-contraddizioni-italiane.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 14:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[centrodestra]]></category>
		<category><![CDATA[falcone]]></category>
		<category><![CDATA[gaspare spatuzza]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[giustizialismo]]></category>
		<category><![CDATA[magistrati]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[stragi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7258</guid>
		<description><![CDATA[Io non ho tutte le carte in mano per poter valutare con precisione quanto e che hanno i magistrati siciliani sulle stragi del 1992. Però è chiaro che mi sembra davvero strano che oggi si diffondano notizie sull&#8217;idea che ci sia una verità diversa rispetto a quella accertata in diversi processi. Ora, a quanto pare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2009/07/paolo-borsellino.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3604" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="paolo-borsellino" src="http://www.iljester.it/wp-content/2009/07/paolo-borsellino.jpg" alt="" width="200" /></a>Io non ho tutte le carte in mano per poter valutare con precisione quanto e che hanno i magistrati siciliani sulle stragi del 1992. Però è chiaro che mi sembra davvero strano che oggi si diffondano notizie sull&#8217;idea che ci sia una verità diversa rispetto a quella accertata in diversi processi. Ora, a quanto pare, dietro le stragi ci sarebbero alcune apparati deviati dello Stato e la mafia sarebbe stata solo l&#8217;esecutrice di un progetto che aveva chissà quali altre mire.<br />
Poi arriva Spatuzza e inizia a parlare di rapporti tra Cosa Nostra e alcuni esponenti di Forza Italia, e le sue fantasiose &#8211; perché ancora indimostrate &#8211; fantasie circa un sostenimento da parte della mafia della nascita del partito berlusconiano a distanza di un anno e più dalle stragi di Capaci e Via D&#8217;Amelio.<br />
Siamo alle solite. Berlusconi governa e la giustizia gli punge i fianchi. Pare ormai che non si possa più separare i due poteri che Montesquieu e gli altri teorici della politica e del diritto avevano invece ritenuto opportuno tenere distinti. Oggi in Italia non esiste più questa separazione: abbiamo magistrati che si occupano di politica, e politici che ammiccano con i magistrati. Abbiamo tanti punti oscuri nella nostra storia, ma molti di questi vengono facilmente utilizzati in modo strumentale per fini politici. Abbiamo un presidente del Consiglio eletto dal popolo, e abbiamo politici che non riconoscono legittimamente questa investitura popolare, e così facendo sostengono l&#8217;ondata giustizialista che nel nostro bistrattato paese ha raggiunto livelli davvero allarmanti, a fronte di una giustizia pessima che dirla da terzo mondo è davvero clemente.<br />
In Italia non è peraltro più possibile legiferare riforme. Ogni tentativo di proporre riforme e portarle a compimento è ostacolato, perché va a colpire interessi ed equilibri di potere ormai consolidati in decenni. Si interpretano i diritti fondamentali come diritti assoluti, laddove fra questi quelli veramente assoluti è solo uno: il diritto alla vita. Nessuna norma può prevedere la soppressione forzata di un essere umano. Gli altri diritti sono tutti relativi, perché trovano il proprio limite in diritti concorrenti. Nel caso oggi più eclatante della libertà di stampa, pare che nel nostro paese si sia scoperto che tale libertà è assoluta, ma ci si dimentica che non lo è perché trova il proprio limite nel diritto a un equo processo, nel diritto a non essere sputtanato sui giornali e nel diritto alla propria privacy.<br />
Tornando alle stragi, comunque, al giorno d&#8217;oggi si ha la netta impressione che anche queste le si voglia usare per colpire direttamente una parte politica e il suo leader. E&#8217; bastato vedere cosa è accaduto durante le celebrazioni per l&#8217;uccisione di Falcone e Borsellino. Questi due eroi sono stati in questi ultimi anni manipolati e utilizzati in chiave politica, quasi sempre anti-centrodestra. Quasi che stare dalla loro parte, condividerne i valori e dunque considerarsi antimafioso, implica necessariamente naturalmente essere dalla parte politica opposta al Popolo Delle Libertà. E&#8217; una manipolazione informativa e culturale davvero assurda ma percepita in modo netto nella nostra società.<br />
Peraltro, che il problema oggi si intrecci pure con una presunta &#8220;questione morale&#8221; nel PDL, in seguito alle vicende della cosiddetta P3 (altra bella invenzione dell&#8217;informazione di mezza estate), è un dato di fatto. L&#8217;obiettivo chiaro è demolire moralmente il centrodestra. E se ben si può capire che questo progetto lo perseguano gli oppositori politici del Premier, meno si può capire che a sostenerlo, tramite prese di posizioni e dichiarazioni spesso fuori luogo, sia parte della maggioranza che si riconosce nell&#8217;area finiana. La cosa che lascia davvero sbigottiti e leggere le loro pagine, i loro siti e il loro Facebook. Sembrano militanti di sinistra. Anzi, per certi versi, questi ultimi sono più clementi, forse perché ormai sono abituati a combattere Berlusconi in tutte le salse e con tutte le armi che la civiltà e la società mette legittimamente loro a disposizione. Fini ha creato non tanto una corrente all&#8217;interno del partito, ma ha creato un vero e proprio partito che ogni giorno tenta di cannibalizzare il PDL.<br />
Sull&#8217;altro versante, e cioè sul versante di sinistra, la situazione non è certo messa meglio. La sinistra è stritolata dall&#8217;insipienza dei propri leader e dal giustizialismo velenoso. Con questi elementi, difficilmente riuscirà a proporsi come alternativa credibile al centrodestra, e se la prospettiva è questa, ritorniamo al punto di partenza: se anche fra tre anni, il PD dovesse vincere le elezioni, i sinistrati del nostro paese dovranno mettersi in testa che non è che vinceranno loro, ma perderà il PDL, come è accaduto nel 2006. Perché a sinistra c&#8217;è solo il deserto programmatico, c&#8217;è la scarsa sapidità politica dei propri capi. E c&#8217;è una mentalità ancora legata al vecchio comunismo che non vuole morire. Senza contare il diffuso scarso rispetto per le tradizioni e i valori dell&#8217;italianità.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljester.it/le-stragi-del-92-e-le-solite-contraddizioni-italiane.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il generale Ganzer: 14 anni di reclusione</title>
		<link>http://www.iljester.it/il-generale-ganzer-14-anni-di-reclusione.html</link>
		<comments>http://www.iljester.it/il-generale-ganzer-14-anni-di-reclusione.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 08:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[ganzer]]></category>
		<category><![CDATA[ganzer condannato]]></category>
		<category><![CDATA[generale ganzer]]></category>
		<category><![CDATA[peculato]]></category>
		<category><![CDATA[ros]]></category>
		<category><![CDATA[traffico di droga]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7252</guid>
		<description><![CDATA[Quando ho appreso della condanna del generale a 14 anni di reclusione, sono rimasto di stucco. Non tanto perché ritengo improbabile che un generale dell&#8217;Arma non possa essere corrotto o comunque sia esente dall&#8217;essere tentato di compiere gravi crimini, quanto perché non ho mai creduto, nemmeno per un secondo, a un qualsiasi coinvolgimento del generale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/07/ganzer.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7253" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="ganzer" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/07/ganzer.jpg" alt="" width="209" height="139" /></a>Quando ho appreso della condanna del generale a 14 anni di reclusione, sono rimasto di stucco. Non tanto perché ritengo improbabile che un generale dell&#8217;Arma non possa essere corrotto o comunque sia esente dall&#8217;essere tentato di compiere gravi crimini, quanto perché non ho mai creduto, nemmeno per un secondo, a un qualsiasi coinvolgimento del generale dei ROS, in azioni criminali così vergognose.<br />
Il Foglio di Ferrara<a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/5761"> è il più esaustivo nel dimostrare come le accuse mosse dalla Procura di Milano siano inconsistenti</a>. E&#8217; difficile districarsi, comunque, in una vicenda che dura ormai da venti anni. Il punto saliente è che &#8211; nonostante l&#8217;insistenza della pubblica accusa &#8211; il generale Ganzer all&#8217;epoca dei fatti contestati era di stanza operativa a Roma in un reparto che non aveva alcun collegamento con quel nucleo che aveva come sua principale le operazioni sotto copertura nel mondo del traffico di droga. Per cui, nonostante tutto, non si capisce su che basi la Procura di Milano abbia sostenuto l&#8217;accusa contro di lui.<br />
In verità una base c&#8217;è, anche se lascia notevolmente perplessi. Per esempio, secondo la Procura, Ganzer sarebbe stato membro di un&#8217;associazione finalizzata alla commissione di una serie di delitti creati ad hoc per permettere agli associati (tra cui lo stesso Ganzer) di fare rapidamente carriera nell&#8217;Arma. Eloquenti sono le parole della requisitoria del PM: &#8220;<em>All’interno del Ros, Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri,  c’era un insieme di ufficiali e sottufficiali che, in combutta con  alcuni malavitosi, aveva costituito una associazione per delinquere  finalizzata al traffico di droga, al peculato, al falso e ad altri  reati, al fine di fare una carriera rapida</em>.&#8221;<br />
Capito? Ganzer, già al vertice dei carabinieri, con una carriera invidiabile, costruita su trent&#8217;anni di servizio nello Stato, aveva bisogno di questi atti criminali per avanzare ulteriormente. Ma dove?, mi chiedo. A parte questo, il punto dolens è sempre quello: come è stato possibile coinvolgere il generale in attività per le quali lui era oggettivamente estraneo perché non aveva la materiale disponibilità del reparto antidroga all&#8217;epoca? Tranne il teste Spataro, tutti gli altri testi dell&#8217;accusa, più Pier Luigi Vigna (teste a discarico), hanno escluso in modo categorico che Ganzer fosse coinvolto nelle sporche vicende che gli vengono accusate. E allora non si spiega né la requisitoria del PM (il quale avrebbe dovuto piuttosto chiederne l&#8217;assoluzione perché il fatto non sussiste o l&#8217;imputato non l&#8217;ha commesso), né la decisione dei giudici di accogliere la richiesta di condanna del generale, sebbene non a 27 anni, come chiedeva l&#8217;accusa, ma solo a 14 anni, perché è stato smontato l&#8217;elemento associativo.<br />
Una vicenda davvero kafkiana questa del generale Ganzer, il quale comunque afferma che &#8220;<em>le sentenze si rispettano</em>&#8221; (e ci mancherebbe altro!). Una vicenda che oggettivamente ha messo in cattiva luce uno dei reparti più prestigiosi dell&#8217;Arma; un reparto che più di altri, espone i propri uomini a rischi davvero grandi: perché le operazioni sotto copertura sono le più pericolose e le più rischiose, e spesso necessitano di attività che si pongono al limite della legge per raggiungere il fine supremo della giustizia.<br />
Come al solito, siamo dinanzi a una giustizia che appare un po&#8217; cannibale con se stessa. E&#8217; capace di autodivorarsi e di darsi la zappa ai piedi, anche in casi che non appaiono certamente meritevoli di censura. Sarebbe bastato un po&#8217; di buonsenso per capire che forse il generale dell&#8217;Arma non era coinvolto nelle vicende anzidette; e del resto il processo l&#8217;ha dimostrato con i teste che hanno sgravato l&#8217;imputato di qualsiasi responsabilità, concentrata piuttosto su altri soggetti minori. Ciononostante, il Tribunale ha ritenuto credibile l&#8217;oratoria del PM (in questo specifico caso piuttosto bravo) e ha concluso che Ganzer era colpevole. Una sentenza questa che farà discutere e che non mancherà di essere censurata se non in Appello, almeno in Cassazione. Intanto però un uomo che ha servito il proprio paese subisce un supplizio probabilmente ingiusto. Piena fiducia in ogni caso dall&#8217;Arma e dal Governo, come deve essere.</p>
<p>Altre fonti: <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_luglio_12/ganzer-condanna_77348dd8-8db1-11df-a602-00144f02aabe.shtml">Corriere.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljester.it/il-generale-ganzer-14-anni-di-reclusione.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quella querela contro Il Legno Storto. Riflettiamoci</title>
		<link>http://www.iljester.it/quella-querela-contro-il-legno-storto-riflettiamoci.html</link>
		<comments>http://www.iljester.it/quella-querela-contro-il-legno-storto-riflettiamoci.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 08:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Anm]]></category>
		<category><![CDATA[ddl intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[diffamazione]]></category>
		<category><![CDATA[il legno storto]]></category>
		<category><![CDATA[il legno storto querelato]]></category>
		<category><![CDATA[legno storto]]></category>
		<category><![CDATA[luigi palmare]]></category>
		<category><![CDATA[magistrati]]></category>
		<category><![CDATA[marcello foa]]></category>
		<category><![CDATA[pier camillo davigo]]></category>
		<category><![CDATA[querela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7217</guid>
		<description><![CDATA[Ho appreso ieri che Il Legno Storto, il quotidiano online  liberale orientato al centrodestra, è stato querelato o comunque è stato citato in giudizio per alcuni articoli pubblicati nei confronti del Presidente dell&#8217;ANM, dr. Luigi Palmara, e dell&#8217;ex magistrato di Mani Pulite, dr. Pier Camillo Davigo.  L&#8217;amarezza dei suoi autori e redattori è stata grande, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/07/diffamazione.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-7218" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="diffamazione" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/07/diffamazione.gif" alt="" width="205" height="109" /></a>Ho appreso ieri che <a href="http://www.legnostorto.com/">Il Legno Storto</a>, il quotidiano online  liberale orientato al centrodestra, è stato querelato o comunque è stato citato in giudizio per alcuni articoli pubblicati nei confronti del Presidente dell&#8217;ANM, dr. Luigi Palmara, e dell&#8217;ex magistrato di Mani Pulite, dr. Pier Camillo Davigo.  L&#8217;amarezza dei suoi autori e redattori è stata grande, se persino il blog di Marcello Foa, su Il Giornale, <a href="http://blog.ilgiornale.it/foa/2010/07/03/il-legno-storto-ucciso-dalle-querele-io-protesto/">si è occupato della vicenda</a>, considerando &#8220;<em>le richieste dei due magistrati &#8230; sproporzionate rispetto alle offese</em>&#8221; e ritenendo perciò che sarebbe stata più opportuna una energica richiesta di rettifica. Ed è stata grande, perché ancora una volta ci si rende conto con rammarico di quanto sia difficile in Italia esprimere le proprie opinioni, anche di aspra critica!, senza rischiare di cadere nella rete della giustizia penale e di chi &#8211; sentendosi diffamato &#8211; propone azioni giudiziarie con annessa richiesta risarcitoria (spesso ingente nelle somme quantificate per il danno subìto).<br />
Il Legno Storto è un quotidiano online modesto. Non è sicuramente Il Giornale, o Libero, o Il Corriere, i quali hanno tutta una serie di meccanismi che garantiscono la protezione legale dei propri autori e giornalisti. Il Legno Storto è come uno di noi blogger (spesso studenti, operai, impiegati, con scarse o esigue disponibilità economiche), che ogni giorno esercitano il diritto costituzionale di esprimere le proprie opinioni, e che come il quotidiano online, si espongono al rischio della querele per quello che dicono. Ecco perché &#8211; al di là della scontata solidarietà nei confronti del sito, anche perché anche a mio modestissimo parere c&#8217;è davvero poco di diffamante negli articoli promossi dal quotidiano online &#8211; mi sovviene l&#8217;obbligo di fare una piccola riflessione sulla libertà di opinione in Italia.<br />
Sappiamo bene tutti che, in questi giorni&#8230; anzi in questi mesi, vi è agitazione per il DDL intercettazioni, chiamata dalla sinistra e dalla stampa &#8220;legge bavaglio&#8221;. Sappiamo che persino i magistrati criticano aspramente questa legge. E sappiamo che sia gli uni che gli altri sperano vivamente che il disegno di legge venga archiviato, accantonato ed eliminato. Il motivo è presto detto (e questo blog si è occupato più volte della vicenda): lederebbe il diritto di cronaca, lederebbe il diritto di libera informazione e lederebbe persino il perseguimento della giustizia. Insomma, a sentire le voci contrarie, comprimerebbe il diritto costituzionale alla libertà di opinione e informazione, e depotenzierebbe la capacità investigativa dell&#8217;autorità giudiziaria.<br />
Be&#8217;, personalmente non ci credo. La legge non è perfetta, e forse potrebbe essere migliorata ulteriormente, ma certamente tra questo e il dire che violerebbe la costituzione &#8211; a mio parere &#8211; ci passa un oceano di strumentalizzazioni politiche. Ma tant&#8217;è che siamo in Italia, e non c&#8217;è dunque da meravigliarsi. Quello per il quale invece c&#8217;è da meravigliarsi è che tutti (soprattutto a sinistra) pare abbiano a cuore la libertà di espressione, di informazione e di opinione, ma poi non lesinano a utilizzare strumenti che hanno l&#8217;obiettivo primo di comprimerla e frustrarla, più di un DDL sulle intercettazioni, e in modo decisamente più subdolo. Parlo dei reati di opinione, i quali esprimono proprio l&#8217;insano obiettivo di frustrare la libertà di opinione e informazione, poiché sono un formidabile strumento di compressione del fondamentale principio sancito all&#8217;articolo 21 della costituzione, posto che la giurisprudenza, fissando criteri decisamente troppo ampi e spesso troppo elastici per stabilire quando i reati anzidetti sono integrati, apre la strada a tutta una serie di ostacoli alla libera circolazione delle idee.<br />
Intendiamoci: con questo non voglio affatto dire che si debba o si possa offendere liberamente la reputazione altrui. Anch&#8217;essa &#8211; come espressione della dignità della persona &#8211; deve essere garantita e tutelata dalla legge, comportando dei legittimi limiti alla libertà di opinione. Quello che voglio dire è che non è più tollerabile che la stessa debba essere protetta attraverso sanzioni di carattere penale. In altre parole, non è accettabile che in uno Stato democratico, la libertà di opinione venga sanzionata penalmente. E questo perché il primario interesse del querelante-diffamato è semplicemente quello di ottenere il ristoro economico connesso al proprio diritto leso e non già vedere condannato il querelato-diffamante alla reclusione e/o alla multa. Il che comporta che spesso e volentieri l&#8217;azione penale è preordinata al mero riconoscimento del diritto soggettivo al risarcimento del danno patrimoniale e morale; diritto di mera natura privatistica che potrebbe altrimenti essere perseguito civilmente. La sanzione penale, dunque, assume un valore eminentemente strumentale, poiché in un sistema civilistico altamente inefficiente e lento, il procedimento penale appare più spedito e maggiormente capace di piegare le ragioni altrui a più miti consigli, proprio perché lo spauracchio della retribuzione penale, la macchia nel proprio casellario giudiziario e il precedente penale, rendono la richiesta risarcitoria più incisiva e più spedita: il querelante, ottenuto il procedimento, si costituisce parte civile nel processo penale e presenta le proprie richieste risarcitorie, le quali se soddisfatte anticipatamente (e diciamo, informalmente) comportano la remissione della querela con conseguente estinzione del reato; se non soddisfatte nei termini anzidetti, comportano invece la condanna del querelato con conseguente riconoscimento del diritto al risarcimento.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljester.it/quella-querela-contro-il-legno-storto-riflettiamoci.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le leggi bavaglio di USA e Europa</title>
		<link>http://www.iljester.it/le-leggi-bavaglio-di-usa-e-europa.html</link>
		<comments>http://www.iljester.it/le-leggi-bavaglio-di-usa-e-europa.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 22:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Jester</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ddl intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni francia]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni germania]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni gran bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni spagna]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni usa]]></category>
		<category><![CDATA[leggi bavaglio europa]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.iljester.it/?p=7178</guid>
		<description><![CDATA[Non so quante volte ho parlato del DDL intercettazioni. Questa volta però lo faccio perché, leggendo giornali, agenzie di stampa, blog, forum e siti vari, registro un atteggiamento di insofferenza dei nostri &#8220;paladini&#8221; della libertà di (dis)informazione, i quali non ci stanno proprio a vedersi privati della possibilità di pubblicare e/o diffondere intercettazioni. Perciò, armati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.iljester.it/wp-content/2010/06/intercettazioni_telefoniche.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-7179" style="margin-top: 4px; margin-bottom: 4px;" title="intercettazioni_telefoniche" src="http://www.iljester.it/wp-content/2010/06/intercettazioni_telefoniche.gif" alt="" width="200" height="297" /></a>Non so quante volte ho parlato del DDL intercettazioni. Questa volta però lo faccio perché, leggendo giornali, agenzie di stampa, blog, forum e siti vari, registro un atteggiamento di insofferenza dei nostri &#8220;paladini&#8221; della libertà di (dis)informazione, i quali non ci stanno proprio a vedersi privati della possibilità di pubblicare e/o diffondere intercettazioni. Perciò, armati di rabbia e irriducibili fino all&#8217;estremo, non solo hanno diffuso l&#8217;assurdità all&#8217;estero secondo la quale stiamo approntando una legge liberticida (potenza della mistificazione ipocrita!), ma addirittura, pretendono davvero di darla a bere ai cittadini, asserendo che siamo il paese che con questa legge opprime la libertà di informazione.<br />
Orbene, visto che ci stanno rompendo i santissimi con la storia del bavaglio all&#8217;informazione (che a leggere tutti i loro post, articoli, commenti, note, status ecc., a quanto pare imbavaglia davvero poco), andiamo un po&#8217; a vedere come gli altri Stati disciplinano le intercettazioni. Ho tratto la notizia da <a href="http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1128558&amp;t=Ddl_intercettazioni_La_normativa_negli_altri_Paesi">Il Velino</a>, ma qui nel mio post, cercherò di essere più sintetico e soprattutto cercherò di semplificarvi la vita, evitando il giuridichese.<br />
<strong>FRANCIA</strong>. Nel paese d&#8217;oltralpe le intercettazioni sono disciplinate dalla legge n. 91-646 del 10 luglio 1991. In Francia, in base a questa legge, chi autorizza le intercettazioni è solo il giudice istruttore (figura da noi scomparsa proprio nel 1990). Le condizioni sono molto rigide:<br />
a) non è possibile ricorrervi per delitti con una pena inferiore ai due anni e solo se sono assolutamente necessarie alle indagini;<br />
b) l&#8217;autorizzazione deve indicare in modo preciso: gli elementi d&#8217;indagine sulle quali verteranno le intercettazioni, il reato oggetto dell&#8217;intercettazione e la sua durata che non può essere superiore ai quattro mesi, prorogabile per altri quattro mesi;<br />
c) gli operatori sono obbligati a un rigido segreto istruttorio e chi lo viola è soggetto a severe sanzioni penali;<br />
d) dopo apposito verbale le intercettazioni vengono sigillate e la trascrizione è limitata solo ed esclusivamente alle parti utili all&#8217;indagine;<br />
e) Le intercettazioni non possono essere effettuate sulla linea di un  parlamentare o di un magistrato, se non ne sia stato prima informato il presidente  dell&#8217;organo di appartenenza; inoltre, le intercettazioni sulla linea di un avvocato non può essere effettuata senza prima informare il presidente del consiglio dell&#8217;ordine al quale l&#8217;avvocato appartiene.<br />
Una normativa assai rigida che non lascia spazio ad abusi. Le pubblicazioni infatti sono inconcepibili, poiché il sigillo apposto ai nastri non permette assolutamente la possibilità di pubblicare stralci non trascritti. E il segreto istruttorio è tutelato con severe sanzioni penali.<br />
<strong>GERMANIA.</strong> Sono disciplinate dal codice di procedura e da un decreto ministeriale recentemente modificati. Anche in Germania la normativa è assai rigida:<br />
a) Le intercettazioni e le registrazioni di conversazioni telefoniche possono essere effettuate solo su reati di particolare gravità, che prevedono una pena non inferiore ai cinque anni (elencati nel dettaglio).<br />
b) E&#8217; consentita quando sussiste il sospetto che si stia commettendo un reato, ma l&#8217;autorizzazione è concessa solo quando  la conduzione delle indagini e la perquisizione dell’abitazione  della persona indagata risultino particolarmente complesse  e potrebbero apparire poco producenti ai fini investigativi<br />
c) Le intercettazioni possono essere autorizzate soltanto  dal tribunale su richiesta del PM, che comunque può procedervi nel caso di urgenza (un pericolo imminente); poi dovrà essere convalidata dal tribunale entro tre gioni.<br />
d) La durata massima è di 90 giorni, prorogabili di altri 90 giorni.<br />
e) Vi è una severa disciplina sulla rivelazione delle informazioni ottenute con le intercettazioni: non possono essere rivelate comunicazioni afferenti alla sfera intima di una persona (es. discorsi sul sesso o su rapporti sessuali e sentimentali). Se addirittura nella conversazione si parla di questi argomenti, le intercettazioni sono vietate.<br />
f) Una volta trascritte le parti dell&#8217;intercettazione interessata all&#8217;indagine, la registrazione dovrà essere immediatamente distrutta e le informazioni potranno essere utilizzate ai soli fini delle indagini e non nel processo.<br />
g) I dati sensibili potranno essere utilizzati anche in altri procedimenti, ma con forti limitazioni circa l&#8217;utilizzabilità.<br />
h) Le intercettazioni non più utili al procedimento penale dovranno essere immediatamente distrutte.<br />
i) Le intercettazioni ambientali sono disciplinate in modo rigorosissimo: è necessario il sospetto che si stia consumando un reato particolarmente grave ed è necessario dimostrare che gli altri strumenti di indagine non potrebbero raggiungere lo stesso potenziale investigativo; la relativa ordinanza di autorizzazione viene emessa da un collegio di tre giudici e ha durata di un mese, prorogabili fino ai sei mesi, dopo di che la competenza sull&#8217;autorizzazione passa alla Corte di grado superiore.<br />
<strong>GRAN BRETAGNA.</strong> La disciplina in materia di intercettazioni è  costituita dal Regulation of Investigatory Powers Act del 2000,  integrato da due codici di condotta. Ma ecco cosa prevede la disciplina di sua Maestà:<br />
a) le intercettazioni possono essere effettuate  da parte delle autorità preposte all&#8217;ordine pubblico e alla sicurezza, su autorizzazione del Ministero dell&#8217;Interno. Dunque non solo magistrati.<br />
b) l&#8217;autorità richiedente deve provare che le  intercettazioni siano effettivamente necessarie per la tutela della sicurezza nazionale, per proseguire le indagini o per prevenire attività criminali di particolare gravità, ovvero ancora per salvaguardare la richezza economica di un paese.<br />
c) l&#8217;autorità deve pure giustificare il beneficio ottenibile dall&#8217;intrusione nella sfera privata dei cittadini e deve pure garantire che questa intrusione sarà limitata allo stretto necessario per raggiungere lo scopo. All&#8217;uopo deve indicare che non esiste altro modo per ottenere le informazioni da intercettare.<br />
d) L&#8217;autorizzazione è concessa per tre mesi, prorogabili per altri tre mesi per delitti di particolare gravità, e di sei mesi per la sicurezza nazionale e il benessere economico.<br />
e) Nel caso di procedura d&#8217;urgenza, il Ministro deve convalidarla entro cinque giorni.<br />
f) Il materiale raccolto durante le intercettazioni non ha valore di prova, salvo alcune eccezioni; può essere solo utilizzato per investigare e il Procuratore decide se comunicare o no tale attività alla difesa (può dunque accadere che ciò avvenga).<br />
g) Contro l&#8217;irregolarità delle intercettazioni ci si rivolge a un particolare tribunale (The Investigatory Powers Tribunal).<br />
h) Le registrazioni, le trascrizioni, i verbali, le copie e i riassunti non possono essere diffusi in alcun modo e dovranno essere distrutti una volta esaurita la loro funzione. La violazione di queste regole da parte di chiunque prevede severe sanzioni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.iljester.it/le-leggi-bavaglio-di-usa-e-europa.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
