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Caso Ruby: e ora le foto hot per descrivere corpi senza reato. E Santoro fa lo spottone…

04 febbraio 2011 | Cultura, Giustizia, Politica | Permalink

Sappiamo tutti che il Parlamento ha rinviato gli atti alla Procura di Milano per incompetenza. Perciò, ora – come strombazzano i giornali amici e nemici – si aspettano le foto hot, o se volete, hard del caso Ruby. Perché se è vietatissimo pubblicare gli atti di un procedimento disciplinare a carico di Ilda la rossa (il pericolo è una perquisizione e magari l’imputazione per il reato di abuso d’ufficio), è invece assolutamente lecito pubblicare – in spregio alla privacy e alle prerogative del Presidente del Consiglio – le foto del berlusca in mutande, ripreso nell’intimità della propria abitazione. Già girano le voci: il Cavaliere ignudo e le donnine discinte che gli ronzano attorno. Brutto affare, dunque, per il Premier, pescato – con i telescopici scatti – a farsi gli affaracci suoi, durante una festicciola privata dove regna il vizio anziché la virtù.
Ecco dunque che il corpo viene trovato e offerto alla pubblica gogna, seppure non è – come speravano in tanti – del reato, ma del peccato. Perché, in fin dei conti, in questa Italia puritana del ventunesimo secolo, tra violenze di massa, crisi economica globale, disoccupazione, pressione fiscale alle stelle, povertà e spese pazze, quello che conta davvero è sapere se il Premier ha avuto rapporti sessuali con una escort. Anzi, a legger bene gli ipocriti giornali sinistrati e a sentire i loro profeti, è fondamentale sapere se il capo del governo abbia o no palpeggiato il culetto di una donnina leggera. Poiché in tal caso – a dir loro – verrebbe compromessa l’immagine del nostro paese nel mondo. Non così però se al posto dell’insano (?) palpeggiamento di un giovane sedere femminile, c’è di mezzo la vendita sospetta di un immobile di un partito che coinvolge il cognato del presidente di quel partito, oggi presidente della Camera. No, tal fatto non compromette l’immagine dell’Italia e dunque appare assolutamente ingiustificato che il Governo, per tutelarla, chieda informazioni allo Stato caraibico dove ha sede la società che ha acquistato la casuccia a un prezzo tre volte inferiore a quello di mercato.
Ma va beh… il solito doppiopesismo e la solita doppia morale. Noi siamo bravi, buoni e belli a prescindere; gli altri sono cattivi, sporchi e malvagi a prescindere. Mai che si difendano certi princìpi perché assolutamente giusti, e mai che si condannino certi comportamenti perché sempre sbagliati indipendentemente da chi li tiene. Il che fa riflettere, poiché vuol dire che se ciò accade, è perché alla fine ai benpensanti della domenica di sinistrata fede e ai loro sodali dell’opposizione giustizialista non è che interessi davvero la correttezza morale del Premier, ma interessa – per dirla crudamente – il potere; e cavalcare la «questione morale» è una delle soluzioni (secondo loro) per delegittimarlo e dunque proporsi all’opinione pubblica come i difensori della moralità e della giustizia.
Pure balle! Se solo l’informazione riportasse tutto quel che accade in Italia senza veli faziosi, e se solo la giustizia facesse davvero il proprio lavoro con correttezza, probabilmente nessuno oserebbe scagliare la prima pietra della morale ipocrita.
Ma a proposito di faziosità nell’informazione, ieri sera l’Italia televisiva ha avuto l’ennesima prova di questo morbo, con i soliti Travaglio e Santoro. Seguendo la trasmissione Annozero con un senso di forte nausea, mi domandavo infatti perché questa gente accusa il Premier di usare la televisione per farsi propaganda e per soffocare la libertà delle idee, e poi utilizza le telecamere della TV pubblica, in prima serata, per promuovere le proprie manifestazioni politiche e la propria propaganda antiberlusconiana. È paradossale che nessuno – pure a sinistra – si renda conto di questa evidente contraddizione e anomalia. Forse perché l’ideologia è talmente tanta e tale, che le persone non riescono più a pensare con la propria testa, ma con quella di questi personaggi e delle loro trasmissioni TV, in questo caso pagate da tutti e non da un capitale privato personale? Forse.
E poi, meno male che sostengono che è l’uomo di centrodestra o di destra che non pensa o che pensa con le TV berlusconiane. Una ridicola leggenda, ovvio. Sicuro di parlare a nome di tutti quelli che la pensano come me, noi di area ci sentiamo perfettamente liberi e propugniamo la vera libertà delle idee; io personalmente potrei permettermi persino il lusso di criticare aspramente Berlusconi (del quale non condivido parecchie cose), senza che questo comporti un’eresia politica, come invece avviene a sinistra dove domina il culto del dogma politico e della mentalità con i paraocchi. Ma del resto, il liberalismo (inteso come libertà piena e non ideologica di pensiero) non è mai stato dell’area che fu di Gramsci (di cui la sinistra attuale è erede), e la cultura liberale è sempre stata osteggiata da tal area, poiché – nel credo marxista – favoriva la dominanza della classe borghese. E persino l’anarchismo – per completezza – corrisponde a questa forma ideologica di libertà, poiché rifiuta e condanna qualsiasi pensiero che non coincida con quello dogmaticamente predicato dall’ideologia anarchica.
Quel che è vero comunque è che, anarchismo o marxismo che sia (come i pochi illuminati a sinistra denunciano), oggi è proprio la sedicente sinistra l’area politica antimodernista e la fidata alleata dei settori più reazionari e conservatori della cosiddetta borghesia salottiera…

Autore: Il Jester » Articoli 1411 | Commenti: 2325

Il Jester è un blog di politica, attualità, cultura e diritto online dal 2007.

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