Stamattina dovevo mettermi in viaggio, così ho dato una veloce occhiata all’indicatore del livello del carburante della mia piccola utilitaria. Ho imprecato: ero quasi a secco, e siccome dovevo farmi più di cento chilometri, decidevo di rifornire dal mio benzinaio di fiducia… cosa che però poi non ho fatto, semplicemente perché ho imboccato una strada differente da quella dove è ubicata la stazione di servizio, e per evitare settimilioni di giri nel labirinto dei sensi unici, decidevo di rifornire al paese successivo che dista dal mio circa venti chilometri.
Così mi sono immesso sulla strada statale e con un occhio sull’indicatore della benzina e uno sulla strada, ho macinato i miei buoni venti chilometri d’asfalto e traffico.
Arrivavo dunque al centro abitato in questione e guardavo i prezzi esposti nella stazione di servizio locale: 1 euro e 41 centesimi la benzina verde. Ho imprecato nuovamente: al mio paese costa circa 1 euro e 39 (2 centesimi in meno). Decidevo così di rischiare e rifornire nel paese oltre, che dista circa 15 chilometri: la riserva della mia auto è abbastanza sostanziosa e dunque mi sono fidato.
Superavo perciò il centro abitato e mi inoltravo nuovamente nella statale. Arrivavo così al paesino successivo con la mia piccola utilitaria ormai al limite: non potevo andare oltre o rischiavo di fermarmi definitivamente in mezzo alle campagne. Quando vedevo il listino prezzi, mi veniva un colpo: 1 euro e 44 centesimi!!!
Direte: “Ma che pollo! Potevi fare rifornimento prima e invece…” Esatto, dico io. Proprio un pollo, ma chiaramente un pollo del sistema, perché è assurdo che tra gestori che si riforniscono dalla stessa compagnia petrolifera ci sia una differenza di ben 3 centesimi!
E allora mi domando: saranno pure le compagnie che ci speculano, ma non è che alla fine ci speculano anche i signori benzinai? Non è possibile che due stazioni di servizio della stessa casa petrolifera abbiano due prezzi così differenti, peraltro comunque molto alti, rispetto all’andamento del prezzo del greggio. In Italia di fatto abbiamo il paradosso che se il prezzo del petrolio sale, automaticamente sale anche il prezzo del carburante; se il prezzo del petrolio scende, lo stesso automatismo non sussiste, o se sussiste è decisamente più lento e meno immediato.
Credo perciò che alla fine, della drammatica situazione dei prezzi del carburante ci guadagnano un po’ tutti. E allora viva la benzina venduta al supermercato… e viva le fonti alternative… sempre che si decida a svilupparle seriamente. Non possiamo – nell’era di internet e dei computer superintelligenti – continuare a usare un sistema di locomozione vecchio di cento e passa anni e altamente inquinante!
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