Perché chiamare Innocenzi al telefono per lagnarsi di Santoro? Berlusconi aveva dalla sua un’arma ben più efficace delle telefonate furiose al garante per le telecomunicazioni: proporre l’abolizione del canone RAI con un disegno di legge. E non certo una proposta da fare in privato, ma in una bella conferenza stampa: il governo è intenzionato a presentare un disegno di legge per l’abolizione del canone RAI, se la TV pubblica non provvede a regolare meglio i suoi spazi dedicati alla politica, e precisamente a ripristinare il livello di imparzialità ed equidistanza di programmi come Annozero.
Credo che questa proposta sarebbe stata più che sufficiente e sarebbe stata assolutamente e indubbiamente lecita e cristallina, rientrando nelle prerogative del governo e della maggioranza adottare le soluzioni politiche più idonee a ripristinare la par condicio televisiva, e la RAI si sarebbe dovuta adeguare.
Sono certo… anzi, più che certo, che qualcuno in viale Mazzini si sarebbe mosso, e forse la tortura santoresca sarebbe stata neutralizzata definitivamente o depotenziata, e senza tanti complimenti. La conferma del pagamento del canone in cambio di queste eventualità, magari con spedizione senza ritorno in terza serata, avrebbe costituito lieto sacrificio e un ristoro per le nostre pupille e orecchie martoriate dal programma principe della faziosità.
Mi chiedo perché Berlusconi non ci abbia pensato. Proporre senza troppi complimenti di chiudere i rubinetti pubblici a mamma RAI, e indicarle la via di un autosostentamento basato sulla pubblicità se avesse continuato a produrre simili programmi, sarebbe stata un’efficace arma deterrente contro l’immobilismo dei vertici aziendali a bonificare la tv santoriana, risparmiandoci così questo costante martirio che ha reso il clima politico altamente avvelenato, coinvolgendo peraltro i zelanti magistrati di Trani.
E invece, Silvio ha preferito sfogarsi in privato con Innocenzi, chiedendo, esasperato, che si intervenisse. Ma quello – Innocenzi – non ha potuto fare nulla, e Santoro è andato avanti per la sua strada, scoprendo addirittura la fiction, tra un pistolotto travagliesco e l’altro, mentre Berlusconi cucinava a fuoco lento in attesa del colpo di scena di questi giorni, pubblicato da Il Fatto.
E meno male che Berlusconi controlla l’informazione delle televisioni sue e dello Stato. E meno male che controlla i media e tutti scattano e leccano quando lui parla e alza la cornetta. Si è visto come tutti sono scattati e hanno leccato; e gli unici che si sono mossi quando lui ha alzato la cornetta sono stati i magistrati di Trani. E del resto, Santoro è ancora al suo posto, Travaglio pure, Floris neanche a parlarne. Certo, ora c’è la par condicio, ma questa dannata legge che imbavaglia non l’ha voluta sicuramente il Cavaliere. L’ha cercata la sinistra con il malcelato tentativo di imbavagliare il Premier, non accorgendosi che così stava dandosi la zappa sui piedi. E il risultato si è visto. Perché, per chi ancora non lo sapesse, par condicio ha un significato ben preciso: parità di condizioni. Con Annozero, in onda durante il periodo elettorale, la parità di condizione sarebbe andata a farsi benedire allegramente nella fiction santoriana, la quale sicuramente – con il caos liste – non avrebbe fatto altro che aggiungere benzina sul fuoco.
Molti, naturalmente, dinanzi a questa sospensione, hanno parlato di violazione del diritto dei telespettatori a essere informati. In verità, credo e sono convinto che tale diritto sarebbe stato palesemente e gravemente violato se Santoro fosse andato in onda, perché se esiste un diritto a essere informati, parimenti non esiste un obbligo a essere disinformati. E Annozero non informa, ma disinforma, anzi, distorce le informazioni sotto la lente della faziosità più becera.
Eppure, sono convinto che il problema si sarebbe potuto risolvere pacificamente e senza le intercettazioni tranesi, se Berlusconi avesse fatto una proposta politica: l’abolizione del canone tv. Dinanzi a una simile eventualità, pochi avrebbero potuto ribattere (a parte la solita sinistra), e nessun magistrato avrebbe potuto ipotizzare a suo danno un reato che fino all’altro giorno era dimenticato e messo nella soffitta del codice penale: la minaccia a un corpo politico dello Stato, inventato da un signore chiamato Benito Mussolini, il quale non tollerava settant’anni fa che qualcuno potesse fare minacce alle istituzioni fasciste.
18 marzo 2010
Avrebbe potuto proporre l’abolizione del canone TV





















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