E alla fine ci siamo beccati anche noi la nostra porzione d’odio da parte del regime iraniano. Più che giusto: vuol dire che l’Italia ha il suo peso internazionale e non è più quel paesuncolo amico di tutti, ma alla fine amico di nessuno, e forse anche un po’ disprezzato, diplomaticamente parlando.
Invece, grazie al centrodestra, oltre gli elogi ci becchiamo anche le minacce. Che strano effetto che fa: l’Italia minacciata da un regime come quello iraniano, il quale solitamente è concentrato solo su due paesi (Israele e Stati Uniti), è pressoché inedito. Normalmente tutti si dichiarano (a parole) amici dell’Italia: paisà!, mandolino, pizza, spaghetti. Oppure ci considerano la patria della mafia e dei pentiti di mafia (nuovo e redditizio mestiere). Ma ritenerci un paese influente… non dico potente, quanto meno influente e dunque meritevole anche di minacce da parte di invasati iraniani, è davvero un gran salto di qualità.
Ma veniamo alle cause. Cos’è che ha fatto tanto arrabbiare gli iraniani? Sicuramente non i pelati avariati o la mozzarella di bufala campana fatta con latte vaccino. Niente di tutto questo. Li ha fatti arrabbiare sempre lui, Berlusconi, il quale, qualche giorno fa, è andato a dire in Israele cose buone e giuste sul nucleare iraniano, sul pericolo effettivo che questo paese può rappresentare per la regione e per il popolo ebraico. Perché è davvero difficile pensare che l’energia nucleare, a Teheran, abbia scopi pacifici. E’ più facile immaginare tanti missili con testata atomica puntati su Israele e magari pure sull’Europa. Del resto, il “buon” Ahamadinejad non fa mistero del suo sogno hitleriano: eliminare gli ebrei, azzerare Israele e restituire (per così dire) la terra che fu di Abramo ai palestinesi arabi; magari proprio nelle mani di Hamas.
E questo sarebbe solo l’inizio. Aggiungiamoci poi i sogni di gloria e di conquista che sicuramente non risparmierebbero l’Iraq, paese appetibile sotto ogni punto di vista, e abbiamo le vere intenzioni dell’Iran dell’estremismo integralista islamico, il quale ora si è fatto un nuovo nemico: l’Italia.
Be’, sicuramente qualcuno oggi si sarà indignato. Soprattutto a sinistra. Già lo immagino lì che dice: “Ah!, se ci fosse stata la sinistra, probabilmente tutto questo non sarebbe successo.” Sicuro che non sarebbe successo. Probabilmente la sinistra, pur di non far torto allo zio Ahamy, avrebbe spedito per pacco celere “1″ una sua delegazione affinché chiedesse scusa a Teheran a nome dell’Italia. E questo soltanto se qualche parolina dell’ipotetico premier sinistrato avesse causato malauguratamente la nascita di una pustola nella fronte del capo iraniano. Figuriamoci parole amichevoli a Israele e ferma condanna contro il regime iraniano. Per una cosa del genere, chissà cosa avrebbe fatto la sinistra. Non oso pensarlo, anche perché se ci penso mi viene in mente Cossutta nella ex Jugoslavia, Ochalan rifugiato politico in Italia e tutti quei bei esempi lì di falsità diplomatica che fa solo accapponare la pelle.
Ma noi oggi siamo un’altra nazione. Abbiamo un ruolo diverso a livello internazionale. Non siamo più i bonaccioni buonisti di un tempo: quell’accozzaglia di indecisionisti, voltagabbana, votati alla filosofia del “volemose bene a tutti i costi”, a volte un po’ qui e a volte un po’ lì, un po’ amici degli USA e un po’ simpatizzanti dei sovietici, un po’ filo-israeliani e un po’ filo-palestinesi, il tutto a seconda delle convenienze e degli orientamenti politici contingenti. No, ora siamo una nazione che ha fatto una scelta di campo politica e militare ben precisa e che si unisce al coro dei paesi occidentali nella ferma condanna del terrorismo internazionale e dei deliri del regime iraniano contro Israele e il suo diritto a esistere. Non siamo certo a livello di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti (praticamente su un altro pianeta diplomatico), ma ora anche noi facciamo la nostra “porca” figura, magari minacciata, ma comunque degna di un paese maturo. Ma non è che siamo cresciuti e diventati adulti?










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