La notizia è un po’ datata e risale a settembre 2010, quando ci sono state le premiazioni. Solitamente non mi interesso di questi eventi, ecco perché non ne ho parlato prima. Poi è capitato di leggere un blog amico che ne parlava e ho deciso di scriverci un post. Anche perché quando ho letto la classifica del Macchianera Blog Awards, beh, che dire?, non sono rimasto poi così meravigliato del colore politico dei blog nominati e premiati come i «migliori» del web italiano per il corrente anno.
Personalmente non ho certo l’ambizione o la particolare ansia di essere «nominato» in questi eventi. Né soffro di infantili invidie per i (piuttosto bravi) «colleghi» blogger che vi hanno partecipato (e hanno vinto). Il mio blog mi dà parecchie soddisfazioni già così, e solo l’idea di essere libero di scrivere il mio pensiero e di avere una nutrita schiera di (affezionati) lettori (anche assai critici nei miei confronti) mi pare più che realizzante. Per cui, questo articolo non vuole essere certo un attacco a una manifestazione – diciamo – importante per il mondo dei blog, quanto una semplice osservazione su come anche certi eventi non siano esenti dalle influenze della politica italiana. Ed è difficile non pensarlo quando i «migliori» blog risultano essere solo ed esclusivamente di sinistra, nonostante a destra – e non parlo del mio blog (basta andare su Tocqueville per rendersene conto) – ci siano ottimi blog e anche assai seguiti. Penso all’interessante blog di Davide Giancalone, per citarne solo uno.
Ma anche nel mondo dei web, la cultura e l’idealità di destra sono fondamentalmente discriminate e ghetizzate. Così ecco che i blog di destra non entrano neanche di striscio fra i «migliori» blog di questi Awards. Certo, qualche nomination c’è stata, ma è chiaro che per quanto ci sia stata, alla fine hanno prevalso i blog sinistrati, quelli che ce l’hanno con Berlusconi e con il PDL, quelli che credono che la libertà stia a sinistra e a destra solo abusivismo e puttanierismo. E questo grazie alla disinformazione faziosa e ideologica di quegli stessi organi di informazione che poi vincono anche queste manifestazioni. In altre parole, i blog e gli organi di stampa della cosiddetta opposizione.
Ciò detto, e premesso che il Macchianera Blog Award è organizzato in sezioni, mi occuperò solo delle sezioni che ritengo più importanti e più capaci di rappresentare i siti web maggiormente influenti nell’opinione politica dei navigatori, e cioè le sezioni: «Miglior Blog 2010», «Miglior Blog di Opinione», «Miglior Blog Politico», «Migliore testata giornalistica» e «Miglior Blog Giornalistico».
Miglior Blog 2010. Il blog si chiama «Spinoza». Un blog ironico, ma orientato lapalissaniamente a sinistra; al secondo posto c’è il blog dell’Espresso (un nome un programma), «Piovono Rane», del cui orientamento politico non si può discutere. Al terzo posto «Il Post», più equilibrato, ma non è di destra. Al quarto posto abbiamo invece il sinistrissimo «Leonardo». Al quinto posto «Metilparaben» che dirlo di sinistra è puramente eufemistico.
Miglior Blog di Opinione. Qui c’è qualche blog un po’ equivoco, ma non voglio esprimere giudizi sulla bontà, ma solo sull’orientamento politico. Al primo posto «Leonardo» (vedi su); al secondo posto «Voglio Scendere», il blog a tre di Corrias, Gomez e Travaglio; gli ultimi tre non sono facilmente classificabili ma non sono certo di area «destra».
Miglior Blog Politico. Eccoci qui alla sezione più interessante. Chi – secondo voi – ha vinto? Ma è chiaro: Nichi Vendola. Vi rendete conto? E a seguirlo: Antonio Di Pietro, un grande blogger! Al terzo posto troviamo (finalmente) un blog un po’ più equilibrato e generalista, appartenente alla testata Blogo.it. Non di destra, comunque; non di un politico di destra. Al quarto posto il blog di un piddino (PD), la cui sostanza è davvero molto scarna, ma chiaramente sinistrata. Al quinto posto un altro blog di area PD: Ivan Scalfarotto.
La Migliore Testata Giornalistica. Secondo voi? Inizia con la I… e ha a che fare con Travaglio. Non ci arrivate? Ve lo dico io: «Il Fatto Quotidiano». Al secondo posto, manco a dirlo, «Repubblica». Al terzo posto «Il Corriere della Sera». Al quarto posto, il già citato «Il Post». Al quinto posto, «La Stampa». E Libero? E Il Giornale? E Il Tempo? Mah! Questi non sono giornali, «ma stupide macchine del fango» al servizio del premier…
Il Miglior Blog Giornalistico. Anche qui la fantasia politica si spreca. Al primo posto troviamo «Il Post» (incredibile!). Ma la sinistra recupera subito con le altre due posizioni: al secondo post con l’onnipresente «Piovono Rane» e al terzo posto, con il blog di Travaglio & C. «Voglio Scendere». Al quarto posto abbiamo «Giornalettissimo», di area più o meno liberale. Al quinto posto il blog di «Luca De Biase», della cui collocazione politica non dico nulla.
Insomma, anche quest’anno (l’anno scorso la situazione non era molto differente), i blog e le testate giornalistiche che hanno fatto incetta di premi e nomination sono i soliti blog sinistrati. Nessun blog realmente di destra è riuscito a conquistare attenzione in questo evento. E sul punto, si potrebbe anche dire che forse la colpa è dei naviganti che hanno scelto e votato i sinistri, ma è davvero difficile credere che non ci sia neanche un blog destroso capace di competere con i blog dell’Unità o dell’Espresso… Dicevo che comunque ci sono state delle nomination, delle quali però io non ho contezza, nonostante solitamente stia decisamente attento al panorama dei blogger che bazzicano la mia stessa area politica. Posso menzionare a tal proposito solo la nomination di «Libertex». Ma a quanto ho potuto vedere, l’amico Carmelo Impusino non è riuscito a raggiungere le vette. Forse perché non era abbastanza a sinistra? Forse…
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