Tutti ricorderanno la morte di Arthur Clarke avvenuta il 19 marzo 2008. Il grande scrittore di fantascienza si spegne a Colombia nello Sri Lanka alla venerabile età di novantuno anni, lasciando gli appassionati di questo genere orfani di uno dei suoi autori più geniali e prolifici. Non a caso, a lui dobbiamo diverse cose, tra cui la teorizzazione dell’orbita geostazionaria per i satelliti delle telecomunicazioni (fu lui infatti a ipotizzarla per primo in un suo articolo del 1945) e naturalmente “2001, Odissea nello spazio”, il film cult diretto da Stanley Kubrick.
Che Artur Clarke sia stato uno scrittore davvero prolifico lo dimostra il suo curriculum letterario: nella sua lunga carriera ha scritto decine di racconti, diversi romanzi e articoli scientifici. Eppure pare che la sua prolificità sia destinata a dare un ulteriore e ultimo contributo agli appassionati di s.f.: il suo amico, Federick Pohl – scrittore altrettanto famoso di fantascienza – ha concluso per l’autore scomparso “L’ultimo Teorema” (The Last Theorem), al quale l’americano aveva già contribuito per la stesura della prima parte, quando Clarke, a causa dei postumi della poliomelite, non riusciva a scriverlo in autonomia.
La casa editrice HarperCollins, per pubblicarlo, ha comprato i diritti per ben 100.000 dollari. Una cifra davvero alta per un’opera di fantascienza. Ma del resto, se si pensa che 2001: odissea nello spazio (film e romanzo) è ispirato a un suo racconto del 1948 intitolato The Sentinel (La Sentinella), si può certo intuire il perché la nota casa editrice abbia deciso di svenarsi per quest’opera postuma. Attendiamo ora che qualche casa editrice italiana abbia la bontà di tradurlo e importarlo in Italia…









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